4 agosto 2008 / 06:31 / tra 9 anni

Telecom Italia, Bernabé: escludo Opa di Telefonica

MILANO (Reuters) - L‘amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabé esclude che la società possa finire nelle mani degli spagnoli di Telefonica e, alla delusione degli operatori telefonici alternativi per gli impegni presentati da Telecom all‘Autorità delle Comunicazioni per l‘apertura della rete fissa, risponde che le proposte della sua azienda sono “una rivoluzione copernicana”.

<p>L'amministartore delegato di Telecom Italia, Franco Bernab&eacute;. REUTERS/Jamil Bittar (BRAZIL)</p>

“Con Telefonica c’è un rapporto fiduciario molto stretto - dice Bernabé in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Stampa - Escludo che mettano in atto una operazione aggressiva”.

Telefonica è azionista di Telecom Italia attraverso la holding Telco, che controlla il 24,5% del capitale della società guidata da Bernabé. Il gruppo spagnolo ha il 42,3% di Telco, mentre Generali ne detiene il 28,1%, Intesa Sanpaolo il 10,6%, Mediobanca il 10,6% e Sintonia dei Benetton l‘8,4%.

“Ripeto, escludo operazioni ostili - dichiara Bernabé al quotidiano torinese - Tanto più che un‘Opa su una società come Telecom Italia non può avvenire senza il consenso del Paese. E un Paese ha mille strumenti per fermarla”.

L‘amministratore delegato di Telecom, dopo che nei giorni scorsi alcune fonti avevano parlato di un possibile nuovo piano industriale anticipato a settembre, alla domanda su un nuovo piano strategico per la società, risponde: “Ne parliamo a fine anno”, aggiungendo -- rispetto all‘accelerazione chiesta dall‘azionista Fossati -- che “la sede per discutere di strategie in una società è una sola, il consiglio d‘amministrazione, non i giornali”.

Per quel che riguarda la posizione degli operatori telefonici alternativi (Vodafone Italia, Wind, Fastweb, Tiscali Italia, Bt Italia, Tele2, Colt Italia, Welcome Italia) che ritengono insufficienti gli impegni per l‘apertura della rete presentati da Telecom all‘Autorità, Bernabé dice alla Stampa di credere che “sia una reazione di forma più che di sostanza”.

“Sono certo che alla fine si capirà che quanto abbiamo proposto per la rete è una rivoluzione copernicana per il sistema delle tlc italiane - prosegue l‘AD di Telecom Italia - Solo in due casi, Inghilterra e Italia, su 27 paesi europei si è arrivati a un contesto di impegni così importante e innovativo”.

“Il nostro obiettivo è la verifica di parità di trattamento - dice Bernabé a proposito della richiesta dei concorrenti di una separazione funzionale della rete - Non credo che si debba confondere l‘obiettivo con uno strumento, come la separazione funzionale, che per noi non è lo strumento più idoneo”.

“Attenzione però - prosegue - il consuntivo di dieci anni di liberalizzazioni nella telefonia fissa italiana è troppo modesto soprattutto per le carenze di investimenti dei concorrenti. Troppo comodo criticare e non fare investimenti, troppo comodo pretendere condizioni economiche finalizzate a costruire la rete senza realizzarla”.

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