21 giugno 2008 / 09:36 / 9 anni fa

Tremonti alla Padania: eccesso di finanza è peste del XXI secolo

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Francois Lenoir (BELGIUM)</p>

MILANO (Reuters) - Per il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti l‘eccesso di finanza, con la speculazione su petrolio e alimentari, è “la peste del XXI secolo” che “produce devastanti effetti sociali”, e il governo italiano ha proposto una sorta di tassa su contratti speculativi sulle materie prime, che non è stata ancora accolta.

“La peste del XXI secolo è la finanza eccessiva, la finanza deviata, l‘eccesso di finanza”, ha detto Tremonti in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano della Lega Nord, La Padania.

“Più che un sospetto è ormai una certezza che la speculazione si sia spostata dal quadrante finanziario al quadrante delle materie prime - continua il ministro - Le banche d‘affari, gli investitori che hanno perso a partire dall‘agosto 2007 nel loro settore tradizione d‘attività - la finanza da ultimo ma non solo i subprime - per rifarsi delle perdite finanziarie hanno cominciato a recuperare speculando sul petrolio e gli alimentari”.

“Fino a poco tempo fa, quando il mercato era normale, il numero dei barili fisici era equilibrato con il numero dei contratti speculativi - dichiara Tremonti riferendosi all‘aumento dei prezzi del petrolio - Quello che vediamo adesso invece è che il numero dei contratti è enormemente superiore al numero dei barili. Questo fenomeno si chiama speculazione, si chiama speculazione fine a se stessa, totalmente dissociata dalla realtà, ed è la causa prima dell‘aumento mostruoso dei prezzi del petrolio e del cibo”.

“Questo eccesso, facendo esplodere i prezzi, produce devastanti effetti sociali - prosegue Tremonti - Nei paesi poveri causa le ‘rivolte del pane’. Nei paesi ricchi causa la riduzione progressiva del benessere sociale, una riduzione che è regressiva perché pesa di più su chi ha di meno. E’ per questo che la finanza speculativa produce gli effetti di contagio tipici della peste”.

Tremonti dice alla Padania che l‘esecutivo di centrodestra ha proposto una soluzione. “Il governo italiano ha chiesto di prevedere un aumento dei margini di deposito preventivo obbligatorio per chi stipula contratti potenzialmente speculativi sulle materie prime, in modo da produrre un effetto di ‘speculation stop’”.

“La proposta non è stata ancora accolta perché si è ritenuto necessario fare uno studio preventivo - conclude l‘intervista il ministro dell‘Economia - La nostra opinione è che c’è poco da studiare e molto da fare. Per aiutare i più deboli”.

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