11 settembre 2008 / 07:42 / 9 anni fa

Borsa Milano chiude in calo, brilla Atlantia su rumour torri

<p>Immagine d'archivio della sede della borsa di Milano, controllata dalle forze di polizia. REUTERS/Daniele La Monaca</p>

MILANO (Reuters) - Complice un lieve rimbalzo degli indici americani a metà pomeriggio, Piazza Affari è riuscita a ridurre le perdite della giornata, chiudendo comunque in rosso per la terza seduta consecutiva.

Milano è stata condizionata dal tono negativo impresso al settore finanziario dall‘ennesimo tracollo di Lehman Brothers dopo i downgrade di alcuni broker.

“La giornata è stata caratterizzata dai brutti dati macro d‘oltreoceano e dall‘ulteriore crollo di Lehman Brothers”, spiega un trader. “Il mercato è sempre preoccupato per l‘andamento dell‘economia e per la crisi finanziaria che ieri ha messo in ginocchio la banca Usa”, dice un altro.

Al termine delle negoziazioni l‘indice S&P/Mib ha perso lo 0,43%, il Mibtel lo 0,37% e l‘Allstars lo 0,47%. Volumi per circa 5,9 miliardi.

* In un mercato fiacco ha brillato ATLANTIA. La società di concessioni autostradali ha chiuso in crescita di circa il 3% tra scambi pari a 1,8 volte la media giornaliera degli ultimi trenta giorni. A spingere il titolo “speculazioni di mercato su un possibile acquisto delle torri di Telecom Italia”, dice un trader, secondo cui i ripetitori “sono tra i pochi asset di valore del gruppo di tlc”. Nonostante la voce sia stata già smentita dall‘AD Giovanni Castelluci, MF oggi parlava di un‘offerta da 2 miliardi di euro.

* Tra i segni più spiccano quelli delle utility e del settore oil, “protagonisti di un rimbalzo anche a livello europeo nonostante il raffreddamento del greggio”, osserva un trader. Lo stoxx di settore è avanzato dell‘1,25%. Rialzi oltre il 2% per TENARIS e oltre l‘1% per SAIPEM. Sotto l‘1% SNAM RETE GAS ed ENI.

* Sul fronte delle vendite, ancora deboli i finanziari alla pari del resto d‘Europa. I ribassi sono compresi tra il -3,22% di MEDIOLANUM e il -0,38% di POP MILANO. Tra le grandi, MEDIOBANCA ha perso lo 0,41%, INTESA SANPAOLO l‘1,68% e UNICREDIT l‘1,35%. Tra le piccole, CREDITO EMILIANO ha ceduto il 4,35%. Gli stoxx bancario e assicurativo del Vecchio Continente hanno segnato rispettivamente cali del 2,09% e dell‘1,71%.

* A livello di singoli titoli, male PARMALAT dopo una buona performance nella vigilia. Giù anche FIAT, in calo del 2,22% a 10,8 euro tra auto europee in ribasso dello 0,46%, senza che i trader citino ragioni particolari.

* SEAT PAGINE GIALLE ha chiuso in fondo al listino principale, travolta, fino a una breve sospensione, da un‘ondata di realizzi e dal downgrade di Bnp. “C’è stata una serie di giudizi negativi di broker sul titolo. Movimenti così violenti fanno pensare o a scelte speculative degli hedge o a investitori in crisi costretti a liquidare”, spiega un dealer. Nel comparto media, MONDADORI e L‘ESPRESSO hanno ceduto il 2,8% e il 2,5%.

* Tra i minori, TISCALI (+3,04%) ha accelerato dopo la conferma della notizia secondo cui MANAGEMENT & CAPITALI è salita al 6,9% del capitale dopo la conversione di un prestito obbligazionario.

* In un contesto fortemente negativo per il lusso, IT HOLDING ha registrato un aumento del 5,45%, nonostante la smentita giunta da Hong Kong di contatti tra l‘azionista Tonino Perna e la cinese Hembly per un ingresso nel capitale del gruppo italiano.

* Nuova seduta da dimenticare per IPI. Il gruppo immobiliare è stato più volte sospeso al ribasso e ha poi segnato una flessione del 12%.

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