20 marzo 2014 / 16:34 / tra 4 anni

Eni, scaroni vede "piuttosto fosco" futuro South Stream

ROMA (Reuters) - Il numero uno di Eni, Paolo Scaroni vede un futuro “piuttosto fosco” per South Stream - il gasdotto sottomarino che, attraversando il Mar Nero, dovrebbe portare gas russo in Europa bypassando l‘Ucraina via Balcani - a seguito della crisi scoppiata dopo che la Russia ha deciso di annettersi la Crimea.

Un operaio controlla un cavo di fronte ad un gasdotto alla cerimonia per l'inizio della costruzione di South Stream ad Anapa, Russia, 7 dicembre 2012. REUTERS/Sergei Karpukhin

Parlando nel corso di un‘audizione alla commissione Attività produttive della Camera, il managar ha poi aggiunto: “Anche perché la crisi ucraino-russa metterà in forse le molte autorizzazione che i paesi europei dovranno dare per la realizzazione dell‘opera”.

Eni partecipa con una quota del 20% al consorzio controllato al 50% dal monopolista russo Gazprom per la realizzazione del tratto a mare dell‘infrastruttura. Gli altri azionisti sono Edf e Basf con il 15% ciascuno.

(Alberto Sisto)

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