17 marzo 2014 / 13:43 / 4 anni fa

Pirelli, Rosneft investirà 500 milioni per 13%, verso conferma Tronchetti

MILANO (Reuters) - Rosneft, società russa prima al mondo per riserve e produzione di greggio, punta su Pirelli e investe poco più di 500 milioni di euro per una quota indiretta del 13% nella società.

Il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera a Trieste lo scorso 26 novembre. REUTERS/Alessandro Garofalo

“Una volta formalizzati gli accordi, i russi spenderanno poco più di 500 milioni di euro”, osserva una fonte vicina alla situazione commentando l‘annuncio di stamani e aggiungendo che “con lo scioglimento della holding a monte di Pirelli Lauro 61 vengono meno gli accordi precedenti legati alla costituzione della società”, fra cui “l‘obbligo di uscita di Tronchetti da Pirelli nel 2017”.

Anzi, nuovi accordi di governance per 5 anni garantiranno la nomina del presidente a Nuove Partecipazioni, holding che fa capo a Marco Tronchetti Provera. Tronchetti, secondo due fonti vicine alla situazione, si assicura così la possibilità di restare alla presidenza di Pirelli per altri cinque anni.

A 12 euro per azione, valore di cui parla la nota emessa stamani sull‘operazione, il 13,1% di Pirelli vale circa 750 milioni di euro, ma Rosneft si farà carico della quota parte del debito Camfin.

L‘operazione non sembra suscitare grande apprezzamento sul mercato dove il titolo perde parte dell‘appeal speculativo. Pirelli, che venerdì scorso era salita in modo deciso e senza motivazioni evidenti, alle 14,20 perde 3,16% a 11,64 euro con volumi sopra la media. “Non si vede una possibilità di sviluppi speculativi a breve come diretta conseguenza dell‘operazione. Qualche mese fa si parlava di possibili operazioni straordinarie, era uscita anche la ipotesi di un‘opa”, dice un analista.

CLESSIDRA FUORI, UNICREDIT E INTESA RESTANO

Secondo la nota l‘operazione prevede, da un lato, l‘uscita da parte di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Clessidra dalla partnership esistente in Lauro61/Camfin - struttura creata solo nel giugno 2013 per consentire l‘uscita dai piani alti della famiglia Malacalza - e il contestuale parziale reinvestimento da parte di Unicredit e Intesa Sanpaolo in una nuova partnership, anche tramite costituzione di un apposito veicolo.

Rosneft avrà il 50% della società veicolo e il restante 50% sarà detenuto da una newco composta da Nuove Partecipazioni all‘80% e, con una quota del 10% ciascuna, da Unicredit e Intesa Sanpaolo mentre Clessidra lascerà la partita. Questa nuova partnership deterrà la quota Pirelli oggi posseduta da Lauro61/Camfin, il 26,2% secondo dati Consob.

Rosneft diventa dunque il socio singolo della Bicocca, prima di Malacalza Investimenti, che controlla il 6,98% dopo il faticoso divorzio del 2013, Harbor International (3,94%), Edizione Holding (4,6%, ma al servizio di un bond exchangeable), Mediobanca (3,95%), Ruane Cunnif & Goldfarb (2,35%).

Le modalità dell‘operazione verrano definite nei prossimi giorni, sempre per la nota.

PIRELLI PUNTA A RAFFORZARE BUSINESS ANCHE IN RUSSIA

Obiettivo dell‘accordo è sviluppare le attività e il business di Pirelli, anche rafforzando la rete commerciale in Russia grazie alla capillare presenza sul territorio di Rosneft. Già dalla fine del 2012 Rosneft ha definito con Pirelli una serie di intese commerciali e nel settore della ricerca e sviluppo, in particolare nei materiali per la produzione di pneumatici e nella gomma sintetica.

“La situazione in Russia sicuramente è un rischio per Pirelli perchè è un mercato importante in cui ha fatto dei grandi investimenti e dal quale attende forti miglioramenti in termini di crescita di ricavi e margini. Siamo circa a 5% sul peso sul fatturato quindi non è ancora un impatto particolarmente rilevante. L‘accordo dovrebbe favorire in termini relativi Pirelli perchè dovrebbe aiutare a livello di market share sul mercato russo”, commenta un analista.

Altri citano, come punti di interesse per Pirelli, sinergie nelle forniture e nella ricerca e sviluppo. Oltre alla posizione di Rosneft in alcuni mercati emergenti - inclusi Cina e Asia, Africa, America Centrale - che potrebbe creare interessanti opportunità.

Dal canto suo Rosneft, che in Italia già controlla il 21% di Saras, con questa operazione consolida la sua presenza in Europa mentre le tensioni tra Est e Ovest hanno raggiunto il picco dalla fine della guerra fredda.

“Certo il timing stupisce, un giorno dopo il referendum” in Crimea, aggiunge l‘analista. Ma una fonte vicina all‘operazione osserva “accordi di questo tipo non si fanno in un giorno, ci si lavorava da tempo”.

Andrey Polischuk, analista di Raiffeisenbank a Mosca commenta: “è una alleanza strategica. Per Rosneft è una diversificazione, non solo un investimenti”.

Quanto alla governance, è previsto che tutte le materie strategiche, la definizione del business plan e il budget di Pirelli siano sottoposte al board dal Presidente e Ceo e siano approvate a maggioranza, come avviene già oggi. Il Presidente e Ceo avrà pieni poteri relativamente alla gestione ordinaria della società.

Le decisioni relative a operazioni straordinarie di Pirelli (aumenti di capitale, fusioni e/o scissioni) saranno oggetto di consultazione tra i soci della nuova partnership e dovranno essere approvati da questi ultimi.

(Paola Arosio, Agnieszka Flak)

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