13 marzo 2014 / 13:02 / tra 4 anni

Btp saldi dopo ottime aste con tassi minimi record, tenuta spread

MILANO (Reuters) - Andamento nel segno della stabilità per il secondario italiano, ad eccezione del benchmark decennale che fa un po’ meglio degli altri, dopo aste che hanno registrato un‘ottima domanda e una discesa a minimi record su tutte le scadenze benchmark offerte.

“Il mercato è ben impostato, lo spread che ieri aveva allargato sulle varie aste in agenda, oggi non monta ulteriormente ma mostra una buona tenuta” dice un trader italiano. “Le aste sono state più che buone, l‘Italia ha un buon appeal”.

Secondo gli operatori di mercato è ancora presto per parlare di un ‘effetto Renzi’, sebbene un quadro politico più stabile giochi certamente a favore dei titoli di Stato.

“Ancora non si può parlare di un effetto-Renzi... la discesa dei rendimenti e il collocamento dell‘ammontare massimo sono fenomeni che vediamo ormai da qualche tempo. Un giudizio è ancora prematuro, si può dire che non ha certamente avuto effetti negativi sulla fiducia” dice Orlando Green, strategist di Credit Agricole.

Nè pesano i moniti che Commissione Ue e Bce hanno ribadito stamane nei confronti dell‘Italia.

Stamane il Tesoro, reduce da una seduta molto intensa sul fronte delle emissioni (Bpt e Btpei), è tornata sul primario collocando l‘ammontare massimo su quattro titoli, 7,75 miliardi, a tassi in discesa a nuovi minimi della nascita dell‘euro.

“Sulla curva dei benchmark sul secondario il decennale sembra fare un po’ meglio, probabilmente perché meno interessato dalle scadenze in asta, anche se in effetti avevamo il 7 e il 15 anni. Il trentennale, pur non perdendo molto, è leggermente penalizzato dalla prossimità dell‘off-the-run offerto oggi. Assistiamo quindi a un lieve irripidimento sul tratto 10-30 rispetto a ieri”.

Oggi sono stati collocati tre benchmark - 3, 7 e 15 anni - e un off-the-run 2037. I titoli hanno registrato un rendimento in declino ai minimi dall‘introduzione dell‘euro.

FORTE DOMANDA SU LUNGHI, TASSI IN ASTA A MINIMI STORICI

Sui titoli in asta si è registrata una buona domanda, con un rapporto di copertura in rialzo rispetto all‘asta precedente e un rendimento sceso su tutti i titoli ai minimi dall‘introduzione dell‘euro. Le richieste hanno mostrato una forza particolare sui titoli a più lunga scadenza.

“Il costo della raccolta continua a scendere su tutte le scadenze, è stato collocato il massimo dell‘importo e la copertura è buona, soprattutto sulla parte lunga” osserva ancora Green.

Nello specifico, il 3 anni è stato collocato per 3,5 miliardi al massimo dell‘offerta, con un tasso è sceso a 1,12% da 1,41% dell‘asta di febbraio e un rapporto di copertura pari a 1,45 dal precedente 1,43. Il Btp 7 anni è stato collocato per i 2 miliardi massimi con un rendimento a 2,71% dal 3,02% dell‘asta di febbraio e un bid-to-cover a 1,63 da 1,37. Il 15 anni è stato assegnato per 1,5 miliardi, massimo del range previsto, con un rendimento a 3,85% da 4,26% dell‘asta di gennaio e un bid-to-cover di 1,47 da 1,29.

L‘off-the-run febbraio 2037, riaperto per 500-750 milioni, è stato assegnato per l‘ammontare massimo al rendimento del 4,01% con un rapporto di copertura dell‘1,82.

“L‘asta ha visto un risultato positivo, con bid-to-cover molto elevati specie sui titoli a lunga scadenza. Questo è un buon segno soprattutto dopo che il mercato ha assorbito ieri il collocamento del nuovo Btpei decennale” dice Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo.

Il Tesoro è infatti tornato sul primario oggi dopo una seduta, quella di ieri, che ha visto il collocamento di 7 miliardi di Bot a 12 mesi (anche in questo caso con tassi a minimi storici) e del nuovo Btpei decennale emesso per 4,5 miliardi.

“Questa asta conferma ancora una volta il buon appetito sulla carta italiana, specie quella a lunga scadenza” continua Manenti, che precisa che con questa emissione il Tesoro ha emesso da inizio anno 55 miliardi di Btp nominali e indicizzati, circa il 28% delle emissioni previste per il 2014.

In prospettiva il titolo a 3 anni potrebbe a questo punto iniziare a risalire.

“A mio avviso, soprattutto sulla parte breve, fino a tre anni, i tassi hanno toccato il fondo, e potrebbe esserci uno ‘squeeze’. In generale, per vedere un‘ulteriore discesa, si dovrà aspettare un miglioramento del merito di credito” Secondo Alessandro Giansanti, strategist di Ing.

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