March 12, 2014 / 7:48 AM / 4 years ago

Mps, perdita 2013 a 1,44 miliardi dopo rettifiche crediti da 2,75 miliardi

ROMA (Reuters) - Banca Mps ha chiuso il 2013 con una perdita netta di 1,44 miliardi di euro dopo aver compiuto una profonda pulizia di bilancio portando le rettifiche su crediti dell’anno a 2,75 miliardi di euro, sensibilmente sopra un consensus di 2,2 miliardi.

Mps, perdita 2013 a 1,44 miliardi dopo rettifiche crediti da 2,75 miliardi. REUTERS/Stefano Rellandini

Nel solo quarto trimestre dello scorso anno la perdita è stata pari a 920,7 milioni con rettifiche trimestrali sui crediti pari a circa 1,21 mld.

Nei primi scambi il titolo sale del 2% a 0,2250 euro.

Mps dice nella nota che continua il rafforzamento della copertura dei crediti deteriorati, anche in vista dell’Asset Quality Review con una copertura delle sofferenze, pari al 58,8% (63,2% con ammortamenti), in crescita di 90 punti base rispetto a fine 2012.

Nel 2012 la banca aveva chiuso con una perdita di circa 3,2 miliardi dopo aver svalutato crediti deteriorati per quasi 2,7 miliardi.

A fine 2013, Mps ha crediti deteriorati pari a circa 21 miliardi di euro, in crescita di circa 3,6 miliardi di euro rispetto alla fine del 2012. Le sofferenze sono salite del 21,7% e gli incagli del 26%; salgono anche i crediti ristrutturati (20,4% a/a) e, in misura inferiore, le esposizioni scadute (6,6% a/a).

Sempre a fine 2013 la copertura dei crediti deteriorati è stata pari al 41,8%, in crescita di 80 punti base rispetto a fine 2012.

MARGINI IN CALO IN 2013 MA MIGLIORANO IN ULTIMO TRIM

Nel 2013 il margine di intermediazione primario è stato pari a 3,81 miliardi, con un calo del 14,6% sul 2012, nel solo quarto trimestre il dato è stato pari a 968,1 milioni, in crescita su base trimestrale e nel confronto con l’anno prima.

Il margine di interesse, dice la banca, è stato in ripresa significativa nell’ultimo trimestre del 2013 con un incremento dell’11,2% su trimestre.

E’ proseguita anche l’azione di riduzione dei costi, con gli oneri operativi in calo annuo del 12,7% nel 2013 e scesi nell’ultimo trimestre dell’1,5% dopo la riduzione di organico che nell’anno scorso è stata pari a 1.886 uscite nette.

I ricavi primari sono stati superiori dell’1,4% e i costi inferiori del 4,8% rispetto agli obiettivi 2013 del piano di ristrutturazione approvato dalla Ue, dice Mps nella nota.

RINNOVATO CONTRATTO PRE-UNDERWRITING PER AUMENTO

La banca senese ha in programma un aumento di capitale fino a 3 miliardi per ripagare parte dell’aiuto statale da 4,1 miliardi di Monti bond ed evitare il rischio di una nazionalizzazione.

L’aumento, che doveva partire a gennaio ma che è slittato a non prima del 12 maggio per volere del suo primo azionista Fondazione Mps, sarà garantito dal consorzio di banche guidato da Ubs che ha rinnovato il contratto di pre-sottoscrizione e agisce in qualità di global coordinator e bookrunner. Poi ci sono Citigroup, Goldman Sachs International e Mediobanca in qualità di co-global coordinators e joint bookrunners e inoltre Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, J.P. Morgan, Morgan Stanley e Société Générale in qualità di joint bookrunners.

Il core Tier1 di Mps a fine 2013 è pari al 10%, con la rivalutazione della partecipazione al capitale di Bankitalia, da 11,1% di fine settembre. Il CET1 fully Basilea 3 è pari a circa 9% nel 2013 ed è proiettato sopra al 12% nel 2017. Le attività ponderate per il rischio cono calate del 9% a fine 2013 rispetto all’anno prima. Mps spiega di aver contabilizzato a conto economico nel quarto trimestre un beneficio da rivalutazione della quota Bankitalia pari a 187,5 milioni di euro, ma visti gli approfondimenti in corso tra le autorità per l’attribuzione contabile di questa voce, potrebbe emergere l’orientamento di imputare il beneficio a patrimonio e non al conto economico. In tal caso, dice Mps, “l’effetto negativo sul risultato netto di esercizio sarebbe di 165 milioni mentre il CET1 ratio fully phased Basilea 3 rimarrebbe invariato a circa il 9%”.

Mps è tra le 15 banche italiane soggette all’esercizio della Bce sulla qualità degli attivi e al successivo stress test dell’Eba, i cui risultati saranno resi noti all’inizio di novembre.

(Stefano Bernabei)

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