11 marzo 2014 / 14:38 / 4 anni fa

BTPei 10 anni, possibile lancio domani, incoraggia appetito su Italia

Tesoro pronto a nuovo Btpei, incoraggia appetito su Italia REUTERS/Enrique Castro-Mendivil

di Elvira Pollina e Irene Chiappisi

MILANO (Reuters) - Potrebbe essere lanciato già domani il nuovo decennale italiano indicizzato all‘inflazione della zona euro, per il quale stamane il Tesoro italiano ha annunciato di aver conferito il mandato a un pool di banche, forte dell‘interesse degli investitori istituzionali verso la carta italiana e questo specifico tipo di strumento.

“Da domani mattina ogni momento è quello giusto”, dice un operatore delle banche coinvolte nell‘emissione.

Emissione che, dunque, cadrà nella stessa settimana della tornata di asta di metà mese, al via domani 12 marzo con 7 miliardi di Bot a 12 mesi, mentre giovedì 13 sarà la volta del medio lungo, con un‘offerta compresa tra 6 e 7,75 miliardi.

L‘Italia ha emesso l‘ultimo indicizzato a lunga scadenza nell‘agosto 2011, un decennale via sindacato. Mentre l‘anno scorso ha emesso in regolare asta un Btpei quinquennale.

“L‘appetito nei confronti della carta italiana è buono, e nei confronti di questo tipo di strumento e di questo tipo di scadenza c‘è una richiesta specifica da parte degli investitori istituzionali”, prosegue l‘operatore. “Non vedo problemi si sovrabbondanza, si tratta di strumenti diversi”.

Assicurazioni e fondi d‘investimento sono infatti tenuti ad avere nel loro portafoglio una porzione di titoli ‘inflation linked’.

Tra le emittenti sovrani della zona euro, le uniche attive con un‘offerta regolare in questo comparto sono Francia e Germania, che in questo momento, fino alla scadenza a 7 anni, offrono un tasso negativo, mentre la Spagna punta a debuttare quest‘anno con un emissione inaugurale.

“Alcune assicurazioni e fondi pensione devono controbilanciare le proprie passività ‘inflation-linked’ ” dice un banchiere incaricato.

La scadenza del titolo dovrebbe collocarsi tra quella del Btpei settembre 2023 e del settembre 2026, che sul secondario offrono rispettivamente un rendimento del 2,25% e del 2,50%.

Considerando che al momento il mercato sconta per il 2024 un tasso d‘inflazione implicito di 1,31%, al momento un‘ipotetica emissione prezzata a 2,30% offrirebbe un rendimento reale dell‘1% circa, contro lo 0,40% di un analogo titolo tedesco.

Il mandato per il collocamento del nuovo benchmark è stato affidato a Banca Imi, Barclays Bank, Citigroup Global Markets, Goldman Sachs e Société Générale.

BASSA INFLAZIONE VISTA COME OPPORTUNITA’

L‘attuale basso livello dell‘inflazione europea, che a febbraio si è attestata allo 0,8%, intorno ai minimi da quattro anni, non è giudicato un elemento di disturbo. L‘istituzione di Francoforte si aspetta un‘inflazione all‘1% per il 2014, e comunque a meno del 2% nel corso dei prossimi cinque anni.

Il breakeven, la differenza fra il rendimento del bond a tasso fisso e il rendimento reale di un indicizzato di analoga durata, sono ai minimi storici.

Tuttavia in una prospettiva a lunga scadenza la dinamica dei prezzi potrebbe riprendere la strada dell‘accelerazione garantendo agli investitori un certo margine di beneficio.

“È vero che l‘inflazione è bassa, ma quella scontata dal mercato non è più sui minimi toccati due o tre mesi fa. È salita dopo che la Bce ha dichiarato di essere pronta a fare di tutto per evitare il rischio deflazione” dice Chiara Manenti, strategist di Intesa Sanpaolo.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below