February 18, 2014 / 2:38 PM / in 4 years

Banche, Abi: sofferenze fine 2013 a 8,1%, massimo da maggio 1999

ROMA (Reuters) - Il 2014 delle banche italiane è iniziato con il credito che ristagna, anche per assenza di domanda di investimenti, i depositi a breve in lieve aumento ma con il crollo del 10% della raccolta da obbligazioni e con la qualità del credito che continua a peggiorare, con sofferenze lorde su impieghi al massimo dal maggio 1999.

Il rapporto Abi di febbraio, che ha i dati su raccolta e impieghi aggiornati a gennaio e quelli delle sofferenze fermi a dicembre 2013, continua a evidenziare le stesse dinamiche con cui si è chiuso lo scorso anno.

Le sofferenze lorde a dicembre sono arrivate vicine a 156 miliardi di euro e quelle nette hanno superato 80 miliardi.

“In rapporto agli impieghi le sofferenze [lorde] risultano pari all’8,1% a dicembre 2013 (6,3% un anno prima; 2,8% a fine 2007, prima dell’inizio della crisi), valore che raggiunge il 14% per i piccoli operatori economici (11,8% a dicembre 2012), il 13,3% per le imprese (9,7% un anno prima) ed il 6,5% per le famiglie consumatrici (5,6% a dicembre 2012)”, spiega il rapporto dell’Abi.

Si tratta di un nuovo massimo da maggio del 1999 quando questo rapporto era all’8,37%, ha detto l’Abi.

Abi ha poi dato il rapporto tra il totale dei crediti deteriorati sugli impieghi, aggiornato a settembre dello scorso anno (ultima rilevazione disponibile). Questo bad loan ratio risultava pari al 16%.

Gli impieghi complessivi a gennaio sono stati pari a 1.853,2 miliardi di euro in calo del 3,28% su anno, mentre quelli a famiglie e imprese sono calati annualmente del 3,9% a 1.416,5 miliardi, sullo stesso livello del mese prima.

Il chief economist dell’associazione Gianfranco Torriero ha sottolineato, con molte cautele, che “dal picco di novembre, si assiste da due mesi a una diminuzione del tasso di contrazione” percentuale degli impieghi in ragione d’anno. Troppo presto per dire se sia un segnale di inversione, osserva.

Mentre non arrivano quindi chiari segnali di ripresa del credito, la raccolta bancaria complessiva ha frenato in gennaio. La somma di depositi e obbligazioni è stata pari a 1.717,8 miliardi in flessione annua dell’1,9% e in calo anche in valore assoluto su dicembre. La componente dei depositi della clientela residente è arretrata a 1.204,7 miliardi rispetto ai 1.215 del mese prima, ma cresce su base annua del 2,2% circa. Continua invece il crollo della raccolta da obbligazioni che in valore assoluto sono arrivate a 513 miliardi di euro con un calo annuo a due cifre pari al 10,4% che in valore assoluto equivale a quasi 60 miliardi di euro in meno, “il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine”, dice Abi.

Il portafoglio titoli delle banche italiane, stimato da Abi, è in gennaio pari a 1.029 miliardi di euro.

(Stefano Bernabei)

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