14 febbraio 2014 / 15:13 / tra 4 anni

Renzi solleva grandi attese mentre economia cerca di ripartire

di Giselda Vagnoni

Troupe davanti a Palazzo Chigi la sera del 13 febbraio, dopo l'annuncio delle dimissioni di Enrico Letta. REUTERS/Remo Casilli

ROMA (Reuters) - La prospettiva di un nuovo governo a guida Matteo Renzi sembra sollevare grandi attese in un‘economia provata da oltre due anni di recessione e in un mondo del lavoro esasperato dalla mancata riduzione del cuneo fiscale promessa da Enrico Letta.

Del sindaco di Firenze si apprezzano l‘energia, il coraggio e la capacità di comunicazione. Da lui ci si aspetta la forza di sollevare il piano inclinato su cui il Paese scivola da anni.

Calo del Pil di 9 punti percentuali dal 2007, meno 25% di produzione industriale negli ultimi 5 anni, crescita del debito oltre i 2.000 miliardi o il 133% del reddito, disoccupazione al 12,7%, di cui quella giovanile al 42%.

“Renzi ha un livello di empatia ed energia, fortemente utili per motivare gli altri, che altri non hanno”, ha detto oggi Carlo De Benedetti, editore del gruppo Espresso e imprenditore di lungo corso.

Nel cambio di guardia senza passaggio elettorale molti hanno visto un peccato originale del nuovo esecutivo in fieri.

Ma De Benedetti osserva che se questo cambiamento “pirotecnico e anomalo” rimetterà in moto il Paese ci si dimenticherà presto di come è avvenuto.

La prima richiesta che arriva dagli industriali sembra essere quella di fare presto.

Ieri l‘amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, il cui incarico scade la prossima primavera così come quello dei manager di Enel e Finmeccanica, si è augurato che questa volta l‘indicazione dell‘azionista Stato non arrivi all‘ultimo momento.

“Mi piacerebbe che anche le aziende italiane avessero un piano di successione che consente agli azionisti di avere visibilità su quello che succede e di averlo per tempo”, ha detto Scaroni a Londra.

Un alto esponente di Confindustria che preferisce non farsi citare osserva che “in questo momento l‘Italia non ha bisogno di un riformista ma di un rivoluzionario”.

La nuova fase politica è stata salutata oggi dal primo segno positivo del Pil dopo 9 trimestri. E’ un modesto +0,1% su base trimestrale ma lungamente agognato. Le previsioni della Banca d‘Italia si fermano per l‘intero anno a una crescita di tre quarti di punto ma già si sente parlare di effetto Renzi.

L‘arrivo a palazzo Chigi del segretario del Pd “potrebbe avere un buon effetto sul clima di fiducia, se se la gioca bene. In ogni caso il 2014, a nostro avviso, sarà importante, più che per la performance dell‘economia in sé, per capire se verranno gettate le basi di un rilancio strutturale”, ha detto Raffaella Tenconi analista di Bank of America Merril Lynch.

PRIMO TEST SU CUNEO FISCALE

A microfoni spenti rappresentanti di Confindustria raccontano che la fine della luna di miele con il governo Letta si è consumata alla fine dello scorso anno con la legge di Stabilità quando non è arrivato l‘atteso drastico taglio del cuneo fiscale.

Logico aspettarsi che sia sul costo del lavoro che Renzi e i suoi collaboratori verranno misurati all‘istante.

La partenza è in salita. Proprio oggi l‘Unione europea ha fatto sapere che Roma non ha rispettato i tempi per la presentazione della spending review e quindi non potrà godere di maggior spazio di manovra sugli investimenti. [nL5N0LJ23S]

“Mi aspetto che Matteo parta da dove ha sempre detto che si doveva partire: lavoro, fisco, burocrazia e quindi riforme”, ha detto oggi Dario Nardella, deputato del Pd vecchio amico e collaboratore di Renzi.

“Per me il primo obiettivo è meno super burocrati. I risultati non arrivano se l‘apparato burocratico non è più semplice ed efficace”, ha aggiunto a Radio Anch‘io.

Secondo i renziani, l‘Italia in rapporto al Pil spende circa un punto percentuale in più rispetto alla Gran Bretagna per l‘apparato politico locale e nazionale e questo significa che è possibile realizzare risparmi per circa 16 miliardi di euro.

“Se ci riusciamo potremmo pensare di ridurre la tassazione sul lavoro di circa il 10%, cosa che rappresenterebbe il più grande cambiamento introdotto in Italia da anni”, ha detto in dicembre a Reuters Filippo Taddei responsabile Economico del Pd.

Secondo test, come rivitalizzare il mondo del lavoro.

Qui il punto di riferimento è il modello scandinavo.

“Proporremo la flexicurity. L‘idea è che a ogni grammo di minore rigidità deve corrispondere un grammo di protezione sociale in più”, ha detto Davide Faraone in una intervista concessa a Reuters in dicembre.

Il 2014 sarà poi l‘anno della presidenza italiana dell‘Unione europea e il 2015 quello del Fiscal Compact.

“L‘Italia dovrà negoziare con gli altri partner Ue le regole e le modalità di attuazione. Credo che l‘Italia potrà giocare un ruolo di prima linea e non di subordinazione”, ha detto ancora Nardella.

Ma un alto funzionario europeo osserva che “viste le dimensioni del debito lo spazio di manovra dell‘Italia è quasi nullo”.

La domanda è perché Renzi dovrebbe riuscire dove gli altri hanno fallito dal momento che la maggioranza sulla quale il segretario democratico pensa di appoggiare il suo esecutivo è la stessa di Letta.

“La cosa migliore del futuro governo Renzi è la durata. Tutti hanno interesse a far durare il più a lungo possibile questo esecutivo e solo un governo con un lungo respiro può fare le riforme strutturali”, ha detto l‘esponente di Confindustria che ha preferito restare anonimo.

Per Nardella la maggioranza è tanto più coesa e motivata quanto più l‘azione di governo presenta risultati.

“E’ chiaro che se i risultati non arrivano la tensione nel paese aumenta, la politica si spaventa e magari sceglie la strada dell‘antipolitica. Sarà il nuovo governo a dare benzina alla maggioranza per una coesione maggiore di quella vista finora”.

L‘esperienza di Renzi sarà sostenuta anche dalla consapevolezza che si potrebbe trattare dell‘ultima spiaggia

“Se ce la farà sarà un eroe. Se fallirà non si vede all‘orizzonte chi altro potrebbe riformare il sistema italiano, A quel punto potrebbe anche risultare inevitabile l‘intervento della Troika - Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale”, scrive oggi Hugo Dixon su Breakingviews [nL3N0LJ3JZ].

- hanno collaborato Gavin Jones e Francesca Piscioneri da Roma, Gianni Montani da Torino e Giancarlo Navach da Londra

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below