February 13, 2014 / 8:24 AM / 4 years ago

Btp in calo dopo buone aste, occhi su Pil, Moody's, politica

MILANO (Reuters) - Il secondario italiano appare in calo a metà di una seduta di aste che si sono svolte in un contesto politico di incertezza e alla vigilia della pubblicazione del dato preliminare sul Pil. Domani è inoltre atteso a mercati chiusi il report di Moody’s sull’Italia.

Un operatore durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

“Le aste sono andate molto bene, nel guardare il calo del secondario non si può non tener conto del rialzo delle ultime settimane. Non credo che il quadro politico pesi, l’incertezza italiana è una costante e al momento non ha avuto un grande effetto” dice un trader.

Nell’asta a medio-lungo il Tesoro ha collocato 7,5 miliardi di Btp a tre, sette e trent’anni, il massimo dell’offerta compresa tra 6 e 7,5 miliardi. In particolare il rendimento del titolo a 3 anni ha toccato il minimo storico e quello del 30 anni il minimo dal gennaio 2007.

BUONA DOMANDA MALGRADO TASSI BASSI, NON PESA POLITICA

Nonostante i bassi rendimenti e l’incertezza del quadro politico, la domanda è stata buona e si è confermato il trend di riduzione del costo del finanziamento.

“In questo momento per gli investitori il problema, più che quello della crisi politica, è quello dei rendimenti, ormai un po’ ‘tight’” dice Marco Brancolini, strategist di Rbs.

“Buona la domanda, che non ha registrato alcuna debolezza, nonostante le vicende politiche, e rendimenti ancora in calo, pressocchè in linea rispetto ai livelli del secondario, che stamattina ha leggermente corretto il trend rialzista degli ultimi giorni. Non si tratta però di un’inversione di tendenza e non si nota al momento alcun incremento di percezione del rischio sull’Italia” dice Alessandro Giansanti, strategist di Ing.

Nel dettaglio, la terza tranche del titolo a tre anni dicembre 2016 cedola 1,5%, offerto per 3-3,5 miliardi, è stato assegnato per 3,5 miliardi al rendimento dell’1,41% dall’1,51% dell’asta di metà gennaio, rinnovando il minimo dall’introduzione dell’euro. Il bid-to-cover è passato a 1,43 da 1,38. Il Btp sette anni maggio 2021, collocato per la prima volta l’anno scorso via sindacato e a gennaio in asta, è stato assegnato per 2,5 miliardi su un range di 2-2,5 miliardi al tasso del 3,02% (3,17% a gennaio). Il bid-to-cover è risultato di 1,37 da 1,38. Assegnati infine 1,5 miliardi del Btp 30 anni settembre 2044, offerto per 1-1,5 miliardi, al rendimento di 4,59% dal 4,99% dell’ultima asta, tenutasi a metà novembre. Si tratta del minimo dal 4,48% di gennaio 2007. Il rapporto di copertura è passato a 1,37 a 1,46.

“Si conferma la dinamica di calo nel costo del finanziamento, tanto che il tasso medio dell’intera asta è risultato pari al 2,58%, in linea all’asta analoga di metà gennaio che però offriva un 15 anni invece del trentennale. Questo collocamento è quindi andato meglio per il Tesoro” secondo Chiara Cremonesi, strategist di Unicredit.

NON SI ATTENDONO REVISIONI DA MOODY’S

Dall’agenzia di rating Moody’s, che come le altre secondo la nuova normativa europea entrata in vigore a gennaio è tenuta a rendere note le date in cui pubblicherà la revisione del merito di credito dei Paesi, non si attendono grosse soprese.

“Non mi aspetto che domani Moody’s migliori l’outlook sul rating italiano, che dovrebbe quindi restare negativo. Fino a qualche settimana fa vedevo qualche margine, ma ora probabilmente l’agenzia si prenderà del tempo per capire come evolva la situazione politica” dice Giansanti.

“Vedo un mercato solido nei prossimi giorni, d’altra parte non prevediamo grosse novità da Moody’s domani, né un downgrade del rating italiano né un miglioramento dell’outlook, dunque anche questo appuntamento dovrebbe scorrere abbastanza tranquillamente” dice anche Brancolini.

Moody’ ha rating ‘Baa2’ sull’Italia, con outlook negativo.

Domani Istat pubblica le cifre preliminari relative all’andamento dell’economia nel quarto trimestre 2013. Secondo un sondaggio condotto de Reuters, l’economia italiana, stabilizzatasi nel corso dell’estate dopo due anni all’insegna della recessione, dovrebbe essere tornata a crescere marginalmente nel quarto trimestre del 2013. Le stime convergono su una crescita del Pil dello 0,1% congiunturale, dopo la variazione nulla segnata nel trimestre precedente. Su base annua, il Pil dovrebbe aver ridotto il ritmo di caduta, a -0,8% da -1,8% segnato nel trimestre precedente [nL5N0LG21C].

Attorno alle 12,40 lo spread è sopra i 210 punti base dopo aver toccato in settimana i minimi da agosto 2014.

“L’allargamento dello spread su Bund è legato al rally della carta tedesca, supportata dai timori di possibili riflessi della tensione sui mercati emergenti sullo scenario macroeconomico che stamattina sta penalizzando la periferia” dice Giansanti.

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