7 febbraio 2014 / 08:11 / 4 anni fa

Btp ben intonati, recuperano anche Bund dopo doccia fredda Draghi

Operatori a lavoro durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

MILANO (Reuters) - Mattinata all‘insegna della tenuta per il secondario dei Btp, con lo spread su Bund che approfitta del ‘roll’ del benchmark tedesco per guadagnare una decina di centesimi sulla chiusura di ieri sera.

La forbice si è brevemente aperta fino a superare i 210 punti base dopo l‘imprevisto pronunciamento della Corte costituzionale tedesca, che rinvia a quella Ue il ricorso sulla presunta illegalità del programma Bce ‘Omt’ relativo alla sottoscrizione di titoli di Stato.

“L‘Europa sosterrà molto probabilmente le ragioni Bce: come hanno ribadito anche questa mattina si tratta di norme previste dal Trattato... la reazione a caldo del mercato è stata di un leggero innervosimento ma il movimento è presto rientrato” spiega un operatore.

L‘intera seduta di oggi, tiene a precisare, è comunque dominata dall‘attesa per i dati Usa del primo pomeriggio sugli occupati mensili di gennaio che contiene le oscillazioni di prezzi e rendimenti.

Risolleva intanto la testa il secondario tedesco, su cui si sono pesantemente abbattute ieri pomeriggio le vendite dopo l‘appuntamento con il consiglio mensile Bce.

“La Bce ha confermato la guidance sui tassi e l‘impegno ad ulteriori azioni decisive in caso di necessità. La conferenza di Draghi è stata a nostro avviso più dovish di quanto non suggerisce la reazione dei mercati” si legge nella nota quotidiana dell‘ufficio studi Intesa Sanpaolo.

“Il taglio del refi che il mercato si aspettava già questo giovedì potrebbe arrivare a marzo ma molto dipende dall‘evolvere a nostro avviso dello scenario di crescita” continua il report.

Il tono di Mario Draghi è stato del resto ieri piuttosto esplicito, mettendo in chiaro che un intervento è possibile dal mese prossimo, quando Francoforte avrà a disposizione i dati sul Pil del quarto trimestre e soprattutte le nuove stime trimestrali dello staff sull‘inflazione in un orizzonte al 2016.

“A giudicare dal movimento del Bund si era evidentemente creata sui mercati l‘aspettativa di una qualche mossa, standard o non standard, già ieri... dopo la conferma dei tassi e le parole di Draghi i rendimenti sono rimbalzati” osserva un secondo trader.

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