3 febbraio 2014 / 11:49 / 4 anni fa

Btp poco sopra parità dopo numeri Pmi, spread su Bund fermo a 220 pb

Si muovono un soffio oltre i livelli della chiusura di venerdì sera i benchmark Btp, digerita l‘incoraggiante lettura degli indici sul manifatturiero europeo che peraltro conferma l‘andamento disomogeneo tra singoli paesi dell‘unione.

Relativa al mese di gennaio, l‘indagine italiana mostra un settore ancora in espansione ma a ritmo leggermente inferiore rispetto a dicembre, pur saldamente oltre la soglia chiave dei 50 punti.

La forbice di rendimento tra il decennale italiano e la controparte Bund si conferma intanto sui livelli di venerdì sera in area 220 punti base, muovendosi in range ristretto.

“L‘indice italiano è lievemente inferiore alle nostre attese ma ci sono diversi motivi che ci permettono di non preoccuparci” si legge in una nota dell‘ufficio studi UniCredit a cura di Chiara Cremonesi.

“In primo luogo il calo di gennaio è soltanto marginale, tenendo conto della dinamica particolarmente positiva di dicembre che riflette una tendenza in atto da mesi. [...] In secondo luogo l‘indice resta saldamente oltre la media di lungo termine ed è coerente con la prevista ripresa dell‘attività industriale nel primo trimestre. Va infine rilevato come positivo il fatto che il lieve rallentamento sia legato alla voce esportazioni, mentre sul fronte interno la situazione non è male” continua il report.

Più che ai dati sul manifatturiero Usa del pomeriggio e alle indagini sui servizi dei prossimi giorni, l‘attenzione degli investitori comincia nel frattempo a focalizzarsi sull‘evento clou della settimana - il consiglio Bce sui tassi di giovedì.

“Sull‘inflazione di gennaio aspettiamo anche i dati Istat di domani ma le indicazioni sull‘intera zona euro - su cui si basa il giudizio della Bce - sono piuttosto chiare. Non ci aspettiamo un taglio come a novembre [dopo il dato sull‘inflazione di ottobre] anche perché il mese prossimo verranno diffuse le stime trimestrali dello staff” commenta un operatore.

“Sarà però molto importante vedere come Mario Draghi risponderà ai crescenti segnali che per la zona euro si sta concretizzando il rischio di deflazione” aggiunge.

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