16 gennaio 2014 / 18:08 / tra 4 anni

Italia, in 2014 crescita langue, debito sale ancora

MILANO (Reuters) - Non sembra portare novità positive di rilievo né sul fronte della crescita né su quello del debito l‘anno nuovo per la congiuntura italiana.

A un‘espansione economica modesta, circa la metà di quanto scommette il governo, si dovrebbe accompagnare quest‘anno un deficit ancora pericolosamente prossimo alla soglia Ue di 3% ma soprattutto l‘ennesimo accumulo nella montagna del debito.

Questa l‘istantanea dell‘ultima indagine trimestrale Reuters - scaturita dalla mediana delle attese di 20 analisti interpellati tra il 9 e il 13 gennaio scorso - all‘indomani quindi della pubblicazione dei numeri Istat sulla produzione industriale di novembre che pure hanno sorpreso al rialzo le aspettative dei mercati.

Se per il biennio 2013/2014 il quadro è molto simile a quello emerso dal precedente sondaggio, datato ottobre, più incoraggiante pare la prospettiva per il 2015 - una crescita economica di un punto percentuale ma soprattutto a prima modesta inversione di tendenza per il debito dopo anni al rialzo.

Passando ai numeri, l‘indicazione per il Pil è di una caduta pari a 1,8% nel 2013 seguita da un timido +0,4% quest‘anno, livelli nel primo caso identico e nel secondo di un decimo inferiore al consensus di tre mesi fa.

Decisamente più penalizzante è il confronto con le ultime proiezioni del governo risalenti all‘aggiornamento del Def di novembre, che dipingono per quest‘anno la prospettiva di una crescita di un punto percentuale pieno dopo il -1,7% del 2013.

“Negli ultimi tre mesi le nostre stime non si possono dire molto cambiate, dal momento che già incorporavano un arresto della caduta del Pil nel terzo trimestre e una lieve ripresa per il quarto” spiega Stefania Tomasini di Prometeia dell‘ufficio studi Prometeia.

Il riferimento è alla variazione nulla del Pil nei tre mesi al 30 settembre scorso, mentre il consensus del sondaggio Reuters ipotizza +0,1% per il quarto trimestre 2013 e +0,2% per il primo 2014.

“L‘avvio del 2014 si sta dimostrando ancora fiacco... se al netto dei rimborsi alle PA e dei contributi ai fondi di salvataggio il debito italiano è stabile, si tratta comunque di un livello assoluto estremamente elevato” aggiunge.

“In ragione delle mancate riforme essenziali, per l‘economia italiana abbiamo un quadro piuttosto tetro” dice da Francoforte l‘economista Deutsche Bank Marco Wagner.

La banca d‘affari ha infatti sulla crescita dell‘intero 2014 una proiezione limitata a 0,2%, livello a cui viaggia soltanto Cipro in Europa.

La mediana delle stime sul debito - per cui l‘Italia resta maglia nera nella zona euro, seconda solo alla Grecia in termini di percentuale sul Pil - passa a 133,0% da 132,1% sul 2013 e 134,1% da 133,4% sul 2014, per poi rientrare lievemente il prossimo anno a 133,7%.

Più rosa il quadro del governo nell‘aggiornamento del Def, dove si punta a 132,9% nel 2013 e 132,8% quest‘anno per arrivare a 129,4% nel 2015.

Qualche spunto di riflessione offrono anche le nuove stime per la media di inflazione - 1% quest‘anno dopo 1,2% nel 2013 e prima di tornare a 1,1% nel 2015 - contro le aspettative di ottobre pari a 1,6% sul 2013, 1,5% quest‘anno e 1,6% il prossimo.

Diffusi l‘altroieri da Istat, i dati definitivi su dicembre mostrano per l‘indice Nic una media 2013 pari a 1,2%, meno della metà del 3% dell‘anno precedente e ben lontano dall‘obiettivo Bce di poco sotto il 2%.

Un‘ultima menzione merita il consensus sul tasso di disoccupazione, che passa a 12,2% da 12,1% per il 2013, 12,7% da 12,4% su quest‘anno e 12,4% da 12,2% sul 2015.

Relativa a novembre, l‘ultima statistica Istat pubblicata la settimana scorsa mostra un tasso di 12,7% contro una media pari a 12,1% nella zona euro e 10,9% nella Ue.

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