16 gennaio 2014 / 08:24 / tra 4 anni

Btp in lieve calo dopo buone aste Spagna, ritorno interesse estero

MILANO (Reuters) - Il secondario italiano mostra un lieve calo dopo le buone performance dei giorni scorsi, in una seduta che continua a registrare un migliore andamento della Spagna.

Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

“La Spagna continua a fare meglio dell‘Italia, che oggi mostra un lieve calo, come lieve è il rialzo dei benchmark spagnoli. Non credo che la discesa dell‘Italia sia al momento da attribuirsi a qualcosa di specifico, anche se prevedo che nel breve termine la sovraperformance di Madrid sia destinata a continuare” dice Alessandro Giansanti, strategist di Ing. “Gli ultimi dati spagnoli sono risultati più incoraggianti di quelli italiani e la Spagna registra al momento minori rischi politici rispetto all‘Italia”.

RITORNO APPETITO ESTERO SU PERIFERIE

Un certo impatto sul secondario italiano ha certamente il ritorno dell‘appetito estero sui mercati periferici, evidente ad esempio con il rientro di flussi giapponesi sulla carta italiana, in un quadro generale di rinnovato interesse dei giapponesi verso le obbligazioni estere, complice la politica ultraccomodante di Banca del Giappone che schiaccia i rendimenti dei bond nazionali rendendoli poco appetibili in un contesto di rinnovata propensione al rischio.

“Finora i giapponesi erano stati venditori netti di Italia a favore di Francia e Belgio” dice Giansanti. “Questo cambiamento è indice di un buon ritorno di interesse sulla carta italiana e sulla periferia in genere, anche se ultimamente la domanda estera è cresciuta soprattutto per Paesi come Portogallo e Irlanda. Paesi a maggior rendimento ma anche a più alto rischio rispetto a Spagna e Italia, che beneficiano comunque di questo ritorno di interesse sulle periferie”.

Secondo i numeri diffusi nei giorni scorsi dal ministero delle Finanze giapponese, a novembre gli acquisti netti di titoli di Stato italiani sono stati pari a 709 milioni di dollari, l‘ammontare più consistente dalla fine del 2010. Ancora più consistente l‘interesse verso i titoli spagnoli, verso cui gli acquisti netti da parte di investitori nipponici lo stesso mese si sono attestati a 1,5 miliardi di dollari, il maggior importo mensile dal 2006.

Certamente un impatto avrà anche il varo della normativa italiana per tassare i capitali investiti in Svizzera, dato che Roma punta a uno scambio automatico e obbligatorio dei dati sui contribuenti italiani che investono nelle banche elvetiche. Ma potrebbe trattarsi, secondo Giansanti, di un impatto limitato.

“Dipenderà dall‘entità dei flussi in rientro, ma abbiamo visto che gli investitori domestici sono più interessati alla parte breve della curva, laddove il Tesoro intende allungare il debito” dice Giansanti.

In ogni caso, per tornare alla domanda estera, Portogallo e Irlanda vedono la massima porzione dei loro bond holders fra gli investitori stranieri, mentre adesso su Spagna e Italia si registra una crescita di interesse estero e interno. Approfittando del nuovo positivo clima di mercato, il Portogallo ha in programma di riprendere le aste di Titoli di Stato nella prima metà di quest‘anno con emissioni comprese tra 11-13 miliardi di euro, sancendo l‘uscita dal piano di assistenza finanziaria internazionale.

SPAGNA COLLOCA AMMONTARE OLTRE IL PREVISTO

Il Tesoro Spagnolo ha collocato stamane 5,915 miliardi dei suoi titoli a scadenza 2017, 2026, 2028. L‘ammontare collocato è risultato superiore a quanto previsto dato che Madrid ha approfittato dell‘abbassamento del costo del debito e del sostenuto appetito degli investitori.

“La domanda non è stata tanto alta quanto quella dell‘ultima asta perché, come gli italiani, hanno venduto più quantitativi sulla parte breve della curva per trarre vantaggio dal minore costo (di finanziamento)” dice Juan Rodriguez-Rey, trader Banco Sabadell. “Da uno a dieci l‘asta si merita un otto. Non è stata straordinaria come l‘ultima, ma l‘appetito per il debito resta”.

Attorno alle 12,45 il differenziale fra i rendimenti dei decennali spagnolo e tedesco quota 195 punti base, con il tesso del decennale spagnolo a 3,745%, ben al di sotto di quello del corrispettivo italiano.

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