13 gennaio 2014 / 10:50 / tra 4 anni

Aste Btp, collocati 8,2 mld, nuovo minimo tasso 3 anni

MILANO (Reuters) - Nella prima asta a medio-lungo in calendario nel 2014 il Tesoro ha collocato 8,195 miliardi di Btp a tre, sette e undici anni a fronte di un‘offerta compresa tra 6,75-8,25 miliardi.

Nel dettaglio, il nuovo Btp a tre anni dicembre 2016 cedola 1,5%, offerto per 3,5-4 miliardi, è stato assegnato per 4 miliardi al rendimento di 1,51% - minimo dall‘introduzione dell‘euro - da 1,79% dell‘asta di metà novembre. Il bid-to-cover è passato a 1,38 da 1,80.

Il Btp sette anni maggio 2021, collocato per la prima volta l‘anno scorso via sindacato e al debutto come offerta regolare, è stato assegnato per 2,5 miliardi su un range di 2-2,5 miliardi. Il bid-to-cover è risultato di 1,38.

Assegnati infine 1,695 miliardi di Btp 15 anni, offerto per 1,25-1,75 miliardi, al rendimento di 4,26% dal 4,59% dell‘ultima asta, tenutasi a metà ottobre. Il rapporto di copertura è passato a 1,29 da 1,59.

Di seguito i commenti di strategist e operatori.

CHIARA CREMONESI, Unicredit

È stata una buona asta in generale, meglio sul 3 e sul 7 anni, mentre sul 15 è stato fatto un po’ meno dell‘importo massimo. Per quel che riguarda i bid-to-cover sul 15 anni è uscito più debole mentre è stato più buono sugli altri due titoli. Sul 3 anni non mi sarei aspettata un risultato così positivo, perché il titolo era caro sulla curva, ma va detto che il tre anni è un‘area che piace molto per via dell‘alto ‘roll down’ [differenza tra rendimento attuale e rendimento atteso futuro]. Il buon risultato del 7 anni era più atteso, il titolo è diventato molto più conveniente nell‘ultimo periodo. Anche il 15 anni era abbastanza ‘cheap’, sia rispetto al 10 sia rispetto al 5 anni, ma negli ultimi giorni la parte extra lunga della curva ha sottoperformato e probabilmente la domanda è un po’ scesa in quest‘area”.

ALESSANDRO GIANSANTI, Ing

”Se dal lato della domanda c‘è stata una buona copertura, per quanto riguarda il rendimento, soprattutto nella parte più lunga della curva, probabilmente stiamo cominciando a vedere un po’ di affaticamento, dopo il rally delle ultime settimane.

Al netto delle commissioni, i rendimenti dei titoli a 7 e 15 anni sono usciti in asta un punto base più alti rispetto al mercato.

Non è tanto una questione legata espressamente all‘Italia, ma una situazione che riguarda l‘intera periferia...dopo il rally pronunciato degli ultimi giorni, accompagnato da un‘offerta abbondante, che proseguirà questa settimana, con la Spagna che torna a emettere, ci si poteva aspettare un po’ di debolezza”.

VINCENZO LONGO, Ig Markets

”C‘è stata una piena allocazione sia su scadenze 3 che 7 e 15 anni. La scadenza più importante era quella sul tre anni, dato che qui si concentrava la gran parte dell‘emissione ed è stata coperta con un buon bid-to-cover dato che, sebbene sia sceso a 1,38 da 1,80 dell‘emissione precedente, c‘è stato un importo in asta maggiore rispetto ai 3 miliardi collocati a metà novembre e questo ha fatto sì che la domanda in termini assoluti restasse intatta. In termini di rendimento siamo leggermente sopra il mercato secondario.

In termini di rendimento la miglior performance è stata quella del 15 anni, collocato ben sotto al 4,30% del mercato secondario, con un 4,26%.

In generale la domanda è rimasta stabile più o meno su tutti i titoli, non ci sono state tensioni particolari e questo è importante perché stamani sul mercato secondario c‘erano state un po’ di pressioni rispetto al resto dell‘area periferica dato che nel nostro Paese si sta parlando di un rimpasto di governo, che potrebbe intaccare anche il Tesoro. Non ci sono fattori di particolari tensioni ma il fatto che si parli di rimpasto può avere prodotto un certo disturbo tra gli operatori sull‘esito dell‘asta, ma è stato abbastanza limitato e contenuto”.

CHIARA MANENTI, Intesa Sanpaolo

”L‘asta di stamane è risultata particolarmente interessante soprattutto per quanto riguarda il segmento a 7 anni, alla sua prima riapertura dal collocamento sindacato di fine 2013. Il bid-to-cover del titolo conferma l‘interesse per il segmento, sul quale si è vista anche una buona partecipazione degli investitori esteri. In futuro, vale a dire nel corso del 2014, ci aspettiamo che le emissioni del 7 anni costituiranno il 18% delle emissioni totali di Btp nominali.

Anche il 3 anni ha registrato un buon interesse dall‘estero.

Più debole la domanda per il 15 anni, ma è fisiologico nel quadro di un‘emissione così alta, specie per quanto riguarda il nuovo 3 anni che ha assorbito buona parte dell‘interesse.

Le riaperture di 7 e 15 anni sono state tranquille, laddove in occasione di altre aste avevamo visto una forte volatilità in preapertura”.

(Sara Rossi, Irene Chiappisi, Elvira Pollina, Giulio Piovaccari)

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