8 gennaio 2014 / 08:11 / 4 anni fa

Btp poco mossi prima di Bce, tono è positivo, tasso 2 anni sotto 1%

MILANO (Reuters) - Poco mossi i Btp questa mattina dopo il rialzo dell‘ultima seduta, con un mercato obbligazionario italiano che attende il meeting Bce di domani.

Un operatore al telefono. REUTERS/Carlo Allegri

L‘atteggiamento di fondo sul debito periferico rimane a detta degli operatori decisamente positivo, dopo che nei giorni scorsi il rendimento sul decennale italiano è sceso sotto il 4% e lo spread Btp/Bund sotto la soglia dei 200 punti base, ovvero sui livelli pre-crisi del debito.

“I dati economici della zona euro dovrebbero alimentare ulteriormente l‘atteggiamento recente di appetito per il rischio, sostenendo in particolare la carta periferica” scrive in una nota di questa mattina Unicredt.

A riprova del clima di appetito per il rischio e di ricerca di rendimenti più elevati, ieri il Tesoro irlandese ha collocato con agio 3,75 miliardi del nuovo bond decennale, la prima emissione dall‘uscita del paese dal bailout internazionale, con richieste addirittura oltre i 14 miliardi (il rendimento finale del bond è del 3,543%).

“Il tono è positivo su tutto quello che è periferia nonostante le aste spagnole di domani e quelle italiane di venerdì e lunedì” afferma il trader di una delle maggiori banche italiane. “La curva continua ad irripidirsi e questo è un‘altra conferma della tendenza in atto”.

A metà seduta lo spread tra Btp e Bund decennali quota in area 199 punti base, in linea con la chiusura di ieri, dopo essere sceso stamane fino a quota 196, nuovo minimo dall‘inizio di luglio del 2011. Il tasso sul benchmark decennale ha toccato un minimo di seduta al 3,86%.

“Stiamo ballando sul livelli molto importanti, se il mercato riesce a rompere il 3,85% il rendimento potrebbe fare 10-15 centesimi di calo in un soffio, un paio di giorni” aggiunge il trader. “Non dimentichiamo che molti fondi del nord Europa avevano molto alleggerito sull‘Italia nel 2013: ora si trovano carichi di Bund e scarichi di periferia e si trovano a dover inseguire il rialzo dell‘Italia”.

Stamane il rendimento sul benchmark biennale italiano (novembre 2015) è sceso per la prima volta sotto la soglia dell‘1%.

ATTESO NUOVO BTP 3 ANNI IN ASTE META’ MESE

Sul fronte Bce non sono attese novità in materia di tassi: gli ultimi dati dalla zona euro confermano un quadro di lenta ripresa che dovrebbe permettere a Francoforte di confermare l‘attuale linea espansiva (l‘inflazione è risultata ancora sotto l‘1% in dicembre) senza però mettere in cantiere nuovi interventi di tipo espansivo.

D‘altra parte resta tra gli operatori l‘attesa per una nuova operazione di finanziamento a lungo termine (Ltro), da tenere eventualmente nella parte iniziale di quest‘anno.

“Draghi ha comunque il problema di convincere il mercato che i tassi nella zona euro scenderanno ancora o comunque non saliranno, soprattutto deve far capire che la dinamica dei tassi negli Stati Uniti non rappresenta in questo momento una tendenza anche per la zona euro” afferma un secondo operatore, sempre da Milano.

Sul mercato primario, domani la Spagna offre fino a 5 miliardi di euro sulle due scadenze aprile 2019 (nuovo benchmark quinquennale) e ottobre 2028. Venerdì invece si apre la tornata di collocamenti italiani di metà mese, con l‘offerta di 8,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi (su 9,775 in scadenza).

Stasera a mercato chiuso via XX settembre comunica invece i dettagli delle aste a medio lungo di lunedì prossimo, in cui è atteso il lancio del nuovo Btp triennale dicembre 2016: le previsioni di Banca Imi indicano un‘offerta fino a 3,5 miliardi del nuovo benchmark, cui aggiungere fino a 2 miliardi della riapertura del Btp a 7 anni e fino a 1,5 miliardi di quella del Btp a 15 anni.

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