7 gennaio 2014 / 08:24 / tra 4 anni

Btp in rialzo, spread di nuovo sotto 200 punti con risalita volumi

MILANO (Reuters) - Mattinata positiva per i Btp, dopo un‘apertura piatta, con lo spread su Bund tornato a bucare al ribasso la soglia dei 200 punti base.

Un operatore durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

L‘intonazione del mercato si conferma decisamente orientata al rischio in quella che potrebbe essere definita la prima vera seduta del 2014, dopo le sessioni interlocutorie dei primi giorni dell‘anno e dell‘Epifania, durante le quali il rendimento sul decennale italiano è comunque sceso sotto il 4% e lo spread sotto i 200 pb.

“Oggi è una giornata importante, tornano molti operatori, i volumi non sono stellari ma sicuramente più significativi e il mercato ci sta dicendo che il rally dei primi giorni dell‘anno era reale” afferma un trader da Milano.

A metà seduta, su piattaforma Tradeweb, il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedesch, si attesta a 198 punti base (dai 203 della chiusura di ieri), dopo essere sceso in mattinata fino a 197, nuovo minimo dall‘inizio di luglio del 2011. Parallelamente il rendimento sul Btp a 10 anni è sceso stamane fino a 3,87%, ai minimi dalla fine di aprile 2013.

“Da inizio anno abbiamo visto diverse banche italiane vendere titoli che si avviano a scadenza per acquistare carta più lunga, soprattutto l‘area 2018-2019, dove si trovano rendimenti più interessanti”, prosegue il trader.

MERCATO LIQUIDO, APPETITO PER RENDIMENTI

In questo clima di mercato l‘Irlanda ha lanciato oggi, via sindacato, il suo primo bond dopo l‘uscita dal bailout internazionale. La nuova scadenza decennale irlandese - riferisce Ifr - aveva già raccolto stamane oltre 9 miliardi di euro di ordini per un‘emissione che verrà prezzata a 140 punti base sopra il midswap.

“C‘è ricerca di rendimenti in questo momento e lo dimostra il risultato del sindacato irlandese ma anche il gran numero di emissioni corporate, il mercato è disposto a mangiare tutto quello che gli viene proposto” aggiunge il trader. “Ci sono comunque due variabili da tenere d‘occhio: il tapering della Fed, che sia graduale e non brusco e poi la questione dei nuovi Ltro. Se, come si dice, si trovasse il modo di obbligare le banche a utilizzare la nuova liquidità solo per l‘economia reale, non sarebbe positivo dal punto di vista dei titoli di Stato”.

Stamane intanto la Grecia ha collocato 1,625 miliardi di euro di bond semestrali, con rendimento in lieve calo, al 4,10%, rispetto all‘asta di dicembre.

La settimana sul mercato primario periferico prosegue giovedì con le aste a medio lungo spagnole per arrivare venerdì all‘inizio della sessione di metà mese in Italia.

In una nota diffusa stamane Unicredit prevede per venerdì l‘offerta di Bot a 12 mesi per 8,5-9 miliardi di euro, su 9,77 in scadenza (i dettagli verranno comunicati stasera a mercati chiusi dal Tesoro). Per quel che riguarda invece le aste a medio lungo di lunedì prossimo (i dettagli domani a mercati chiusi) la banca prevede il lancio del nuovo benchmark triennale dicembre 2016 per 3-4 miliardi, più le riaperture dei Btp a 7 anni (per 1-1,5 miliardi) e del 15 anni (per 1,5-2 miliardi).

“Il nuovo triennale avrà scadenza ancora sul 2016: probabilmente la ragione è che il Tesoro non vuole pesare troppo sul 2017 che è un anno già di scadenze molto pesanti” spiega un operatore.

Unicredit definisce gennaio un mese “molto liquido” a livello di mercato primario della zona euro, con 94 miliardi di bond a scadenza più 24 miliardi di cedole (71 i miliardi di bond a scadenza nel gennaio 2012 e 54 nel gennaio 2014), e con una liquidità concentrata nella settimana 13-17 gennaio e sul 31 del mese.

“Le emissioni previste su gennaio dovrebbero ammontare a 60-65 miliardi secondo le nostre stime. Comunque in gennaio tradizionalmente diversi paesi della zona euro arrivano sul mercato con nuovi benchmark via sindacato così che l‘importo totale delle emissioni dovrebbe essere in area 90-95 miliardi” si legge nella nota.

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