2 gennaio 2014 / 07:43 / 4 anni fa

Borse Asia-Pacifico, indici contrastati, dati Cina deludono

(Reuters) - Le borse dell‘area Asia-Pacifico sono contrastate sulla scia dei dati deludenti sulla manifattura cinese, mentre gli investitori mostrano un rinnovato interesse per le commodities con l‘avvio del nuovo anno.

Un uomo riposa alla Borsa di Kuala Lumpur. REUTERS/Samsul Said

L‘oro è sotto i riflettori con un balzo dell‘1,5% e gli acquisti si riversano anche su argento e rame, con i trader che citano una generalizzata domanda cinese per le materie prime.

In evidenza anche lo yen che, utilizzato dagli investitori per finanziare acquisti di asset esteri a maggior rendimento, riprende la sua lunga discesa. Il calo della valuta nipponica è stato considerato positivo per le esportazioni giapponesi e gli utili delle società ed è indicato come una delle principali ragioni della sovraperformance della borsa di Tokyo nel 2013.

Intorno alle 8,15 italiane l‘indice Msci dell‘area Asia-Pacifico, che non comprende Tokyo, cede circa mezzo punto percentuale dopo aver archiviato l‘anno passato sostanzialmente piatto.

TOKYO oggi è chiusa ma nel 2013 ha messo a segno un balzo del 57%. Molti analisti si aspettano un‘ulteriore salita quest‘anno, con la Banca del Giappone fedele al suo impegno di una massiccia campagna di stimoli economici.

Gli altri mercati asiatici hanno visto l‘anno scorso performance molto più contrastate, in parte perché gli investitori hanno riscoperto l‘attrattiva di asset in Europa e Stati Uniti.

La continua discesa dello yen ha inoltre eroso la competitività dei vicini asiatici del Giappone, uno dei motivi che oggi spinge la borsa di SEOUL in calo del 2,2%, il ribasso giornaliero più forte in quasi un anno e mezzo.

Debole SHANGHAI e sulla sua scia anche HONG KONG, con gli investitori preoccupati di un rallentamento della crescita economica dopo i dati che hanno mostrato per l‘attività manifatturiera cinese a dicembre un calo ai minimi di tre mesi.

SINGAPORE inizia invece il nuovo anno su una nota di ottimismo dopo la performance poco brillante del 2013, su cui ha pesato la debolezza del settore immobiliare.

Poco mossa TAIWAN con volumi contenuti mentre SYDNEY sale dello 0,3%, toccando un massimo di sei settimane, sulla speranza di un rafforzamento della crescita delle maggiori economie mondiali nel 2014, anche se i dati provenienti dalla Cina hanno raffreddato i guadagni iniziali.

Bene anche l‘INDIA guidata dai titoli più sensibili ai tassi di interesse. Gli investitori sperano che crescita debole e allentamento dell‘inflazione stimolino la banca centrale a mantenere invariata la politica monetaria nella riunione di questo mese.

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