20 dicembre 2013 / 10:34 / 4 anni fa

Unione bancaria, Saccomanni: accordo storico

ROMA (Reuters) - L‘accordo sulla gestione delle crisi bancarie raggiunto dal Consiglio europeo è storico e consentirà di contrastare in futuro rischi di contagio nell‘area, secondo il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni.

Foto di famiglia per i leader Ue ieri a Bruxelles. REUTERS/Yves Herman

L‘accordo prevede che le banche finanzino la chiusura degli istituti di credito in crisi, versando circa 55 miliardi in 10 anni a un Fondo unico di risoluzione.

Nel periodo transitorio, se di fronte alla crisi di una banca il denaro raccolto presso gli istituti di credito del paese non fosse sufficiente, il governo interessato potrebbe imporre maggiori prelievi alle banche. Se anche questo si rilevasse insufficiente si dovrebbe ricorrere ad aiuti pubblici.

Se il governo non dispone della liquidità necessaria, può chiedere un prestito al fondo di salvataggio degli Stati della zona euro, l‘Esm, o agli altri fondi nazionali.

Dopo la fase transitoria nel 2025, quando il fondo unico di risoluzione Single Resolution Fund (Srf) sarà a regime, risorse aggiuntive per finanziamenti di emergenza potranno essere raccolte dallo stesso Srf.

“Il problema era trovare meccanismi in cui i sistemi bancari mettono risorse in comune per gestire la situazione di crisi di un singolo paese che se lasciata fuori controllo può avere ripercussioni su tutto sistema bancario europeo. Su questo punto l‘accordo è storico”, ha detto Saccomanni a Radio Anch‘io.

“Accanto alla messa in comune di questi fondi nazionali, il principio dela mutualizzazione che avviene gradualmente, c‘è l‘impegno da parte dei governi di assistere questo processo e se ci sono esigenze di liquidità queste possono essere sopperite con forme di garanzia per cui il fondo unico europeo anche nella fase iniziale può raccogliere sul mercato risorse per contrastare i rischi di contagio”, ha detto ancora il ministro.

Queste reti di sicurezza, sotto la regia dei governi, della Commissione europea e della Banca centrale europea, possono garantire che le crisi siano gestite in maniera ordinata e nel giro di 24 ore evitando confusione nel mercato, ha detto ancora l‘ex direttore generale della Banca d‘Italia.

Saccomanni ha anche detto che è sempre stato “fuori questione” utilizzare i fondi dei contribuenti per risanare le banche in crisi. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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