19 dicembre 2013 / 18:34 / 4 anni fa

Quote Bankitalia, in arrivo parere Bce, esperti vedono recepimento richiesta Bundesbank

di Luca Trogni

MILANO (Reuters) - E’ attesa a breve, molto probabilmente domani, l‘opinione legale della Bce sul decreto con cui il governo italiano rivaluta a 7,5 miliardi di euro il capitale di Bankitalia. E, secondo le attese degli ‘Ecb watcher’, il parere recepirà la richiesta della Bundesbank che chiede di mantenere le quote nei bilanci delle singole banche azionisti alla voce ‘asset for sale’, quindi al di fuori di quelle valide ai fini patrimoniali.

Un annuncio nella giornata di domani giungerebbe a ridosso dell‘assemblea di Bankitalia, necessaria per adeguare lo statuto, che è stata convocata per il 23 dicembre. Più lunghi i tempi del Parlamento con il Senato che oggi ha rinviato all‘8 gennaio 2014 l‘esame in aula del decreto.

“E’ ragionevole pensare che la richiesta della Bundesbank venga accolta” dice un esperto.

L‘opinione Bce, attesa ormai da tre settimane, è slittata dopo che la banca centrale tedesca, nell‘ambito della consultazione delle banche centrali nazionali, ha obiettato sulla possibile inclusione delle quote rivalutate nel patrimonio di vigilanza. Il commento tedesco è stato poi inviato alle altre banche centrali nazionali perchè si esprimessero prima della sintesi finale dell‘Eurotower.

“E’ una norma che riguarda in prima battuta le banche italiane e che è stata messa in discussione dalla Bundesbank. Difficile pensare che di fronte a questo la Bce presieduta da Mario Draghi prenda una decisione favorevole alle richieste italiane” commenta un altro ‘Ecb watcher’.

Non è stato possibile avere un commento dalla Bce.

Dopo la mossa tedesca in Italia si sono succeduti tasselli che di fatto anticipano e attenuano gli effetti di una opinione della Bce in linea con le richieste della Bundesbank.

L‘audizione parlamentare del 12 dicembre del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, giunta dopo i rilievi mossi dalla Bundesbank, ha reimpostato il tema. Visco ha infatti escluso, a prescindere dall‘opinione di Francoforte, la contabilizzazione delle quote ai fini patrimoniali nei bilanci 2013, quelli validi per l‘asset quality review che il prossimo anno attende le maggiori banche italiane.

A questa notizia negativa per le banche azioniste di Via Nazionale hanno fatto seguito due provvedimenti del governo in direzione opposta.

Con un emendamento alla legge di stabilità il governo ha infatti massimizzato dal 2014 l‘apporto dei bond ibridi al patrimonio di vigilanza grazie a un regime fiscale più favorevole.

Mentre, dal punto di vista fiscale, l‘esecutivo è intervenuto a favore delle banche riducendo al 12 dal 16% l‘imposta sulle plusvalenze registrate con la rivalutazione delle quote di Bankitalia. Il gettito massimo teorico per lo Stato scende così a circa 900 milioni e l‘uscita a carico delle banche si riduce di circa 300 milioni.

PER INTESA E UNICREDIT POTENZIALI PLUSVALENZE MILIARDARIE

Alle novità degli ultimi giorni si aggiunge la richiesta iniziale di alienare le quote rivalutate in modo da non detenere più del 5% (sceso in base all‘ultima modifica parlmentare al 3%); Bankitalia ha dato la propria disponibilità ad essere acquirente, anche se temporaneo, in modo da agevolare il rispetto del tetto.

La vendita di azioni riguarderà soprattutto Intesa Sanpaolo e Unicredit che oggi posseggono complessivamente quasi il 65% del capitale di Via Nazionale. I proventi di una cessione parziale delle quote andrebbero comunque ad accrescere il patrimonio di vigilanza.

Intesa, che ha la partecipazione tra le immobilizzazioni, ha il 42,4% in carico a 624 milioni. Tenendo il 5%, Intesa venderebbe il 37,4% (valore di carico circa 550 milioni) a circa 2,8 miliardi con una plusvalenza di oltre 2,2 miliardi.

Unicredit da parte sua ha in bilancio una quota di oltre 22% del capitale di Bankitalia alla voce ‘asset for sale’. Se tenesse il 5% e vendesse il 17% a 1,28 miliardi circa, otterrebbe una plusvalenza di circa 1,06 milioni considerato il valore di carico di 220 milioni.

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