December 17, 2013 / 1:12 PM / 5 years ago

Banche, Abi: impieghi famiglie e imprese -4%, dato peggiore da 1999

ROMA (Reuters) - La contrazione dei prestiti a famiglie e imprese italiane continua ad ampliarsi in termini percentuali, toccando con il -4% di novembre il peggior dato da giugno 1999, e prosegue la tendenza al peggioramento della qualità del credito con sofferenze che ritoccano di mese in mese i record negativi.

Sportello Bancomat di Intesa San Paolo a Roma, 30 settembre 2013. REUTERS/Remo Casilli

La fotografia del rapporto Abi di dicembre, aggiornata con dati sull’andamento di raccolta e impieghi a novembre e con le sofferenze a ottobre, conferma i trend in atto da mesi.

I prestiti complessivi alla clientela in novembre, 1.851 miliardi, sono stabili in termini assoluti su ottobre ma in calo annuo del 4,1%. Restano però sempre superiori alla raccolta da clientela, pari a 1.736 miliardi, che in totale cresce dello 0,7% annuo ma solo grazie ai depositi, saliti del 5,69% e con la raccolta da obbligazioni che continua a calare fortemente, -9,25% su base annua.

Questa volta, per evidenziare la profondità della crisi, l’Abi fornisce un raffronto con il 2007, quando è iniziata la caduta.

Il tasso delle sofferenze lorde sugli impieghi, a ottobre al 7,7%, è al massimo da ottobre 1999 quando era 7,9%. Ma nel 2007, prima della crisi, lo stesso dato era appena del 2,80%.

Le maggiori criticità sono per i crediti ai piccoli operatori economici e alle imprese, con un rapporto tra sofferenze lorde e impieghi rispettivamente al 13,4% e 12,3% dal 7,1% e 3,6% del 2007.

Anche il dato dei prestiti alle famiglie, nel raffronto tra il 2013 e il 2007, mostra la profondità del fenomeno: in novembre il rapporto sofferenze lorde su impieghi è stato del 6,3% ed era il 2,9% nel 2007.

Il quadro negativo si conferma anche se il confronto è fatto con le sofferenze al netto delle rettifiche. Rapportate agli impieghi, sono infatti salite in ottobre al 4,18% ed erano allo 0,86% nel 2007.

I tassi con cui operano ora le banche sono sensibilmente scesi dal 2007 e di conseguenza i margini. Lo spread tra il tasso medio sui prestiti e quello sulla raccolta è attualmente a 1,89% ed era il 3,29% nel 2007.

“La crisi dell’economia reale e il perdurare di un differenziale di rendimenti tra il Btp italiano e il Bund tedesco ancora elevato, pur se in discesa, sono le due cause principali di questa perdurante criticità”, ha spiegato Gianfranco Torriero, chief economist dell’Abi, nel corso di una conference per illustrare il rapporto.

“Difficile immaginare che torni una domanda di credito sana se non ci sarà un riequilibrio macroeconomico e finanziario”, ha detto Torriero.

“La rischiosità sui crediti è in sensibile incremento. E’ un quadro abbastanza complesso ma è coerente con il quadro macro”, ha aggiunto.

Per poter intravedere un cambio di direzione di questo trend negativo occorrerà aspettare, dice Torriero, che si consolidi una vera ripresa, “non bastano variazioni nulle o marginali del Pil”, dice e servirà anche che lo spread “scenda nell’area dei 100 punti base”, rispetto agli attuali 220 a cui è comunque arrivato.

(Stefano Bernabei)

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