12 dicembre 2013 / 16:13 / 4 anni fa

Antitrust apre istruttoria su 5 catene grande distribuzione, c'è anche Coop

ROMA (Reuters) - L‘Antitrust rende noto di avere aperto un‘istruttoria su cinque catene della grande distribuzione per verificare l‘esistenza di una eventuale intesa restrittiva della concorrenza.

“L‘Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella riunione del 4 dicembre 2013, ha deciso di avviare un‘istruttoria nei confronti della supercentrale d‘acquisto ‘Centrale Italiana’ e delle 5 catene distributive che ne fanno parte (4 delle quali socie della società Centrale Italiana), operanti nella Grande distribuzione organizzata”, si legge in una nota.

Le cinque catene in questione sono “Coop, Despar, Il Gigante (attraverso la controllata Gartico), Disco Verde e Sigma. L‘istruttoria è stata avviata per verificare l‘esistenza di una possibile intesa, con potenziali effetti sia sui fornitori che sui consumatori”.

Il provvedimento è stato comunicato oggi alle parti nel corso di ispezioni effettuate con la Guardia di Finanza.

La Centrale Italiana è un‘alleanza tra catene concorrenti nel settore della Gdo, la grande distribuzione organizzata, creata con l‘obiettivo di ottenere risparmi di costo nella fase di acquisto delle merci. Delle 5 catene, solo Sigma non detiene partecipazioni nella Centrale Italiana ma vi aderisce in base a un contratto stipulato con Coopitalia.

“Il potenziale d‘acquisto delle parti interessate dall‘istruttoria si attesta mediamente intorno al 23% dei mercati di approvvigionamento: si tratta di un dato che indica un elevato potere di mercato nei confronti dei produttori, rafforzato dalla distribuzione territoriale delle quote di vendita delle imprese aderenti, di gran lunga superiori al 40 per cento in numerosi mercati locali”.

L‘istruttoria, che dovrà concludersi entro il 28 febbraio 2015, dovrà verificare “se l‘alleanza riduca la capacità di competeredi produttori efficienti ma contrattualmente più deboli, con effetti negativi, nel medio periodo, sulla varietà e/o la qualità dei prodotti, sugli sforzi di innovazione e sugli investimenti. Ugualmente andrà verificato l‘impatto, nei mercati a valle, di un eventuale coordinamento delle politiche di vendite o, quanto meno, di una forte riduzione degli incentivi a competere: ne potrebbe derivare che i prezzi di acquisto più bassi ottenuti dall‘accordo di acquisto in comune non siano trasferiti ai consumatori”.

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