12 dicembre 2013 / 11:04 / 4 anni fa

Mps, cda oggi verso spaccatura tra Fondazione e banca

di Stefano Bernabei

Il presidente di Mps Alessandro Profumo. REUTERS/Stefano Rellandini

ROMA (Reuters) - Il cda di oggi pomeriggio di banca Mps ratificherà con ogni probabilità la spaccatura tra la posizione della Fondazione Mps, principale azionista con il 33,5%, e il top management della banca, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, intenzionato ad andare avanti sull‘aumento da 3 miliardi a gennaio, nonostante una proposta contraria dell‘azionista di riferimento.

“Lui [Profumo] va avanti”, dice una fonte vicina ad alcuni consiglieri che oggi dissentiranno dalla linea della banca.

“Dicono che abbia preparato una memoria per dimostrare che non è possibile rinviare l‘aumento, sostenuta da un parere tecnico esterno”, ha aggiunto.

La banca ha detto di voler lanciare l‘aumento a inizio anno per cogliere una opportunità di mercato favorevole, evitare di far entrare il Tesoro nel capitale e per garantirsi l‘impegno delle banche del consorzio che hanno sottoscritto un pre-underwriting per tutti i 3 miliardi di aumento ma solo fino a alla fine di gennaio.

La stessa fonte sostiene che ad appoggiare in consiglio la richiesta della Fondazione di far slittare l‘aumento oltre il 12 maggio dovrebbero esserci almeno tre dei quattro consiglieri espressi dalla Fondazione, escludendo i nomi di Profumo e Viola, pur eletti nella lista dell‘azionista di maggioranza.

Non basterebbero comunque, se, come appare probabile e come è già accaduto in occasione della decisione di lanciare l‘aumento di capitale da 3 miliardi, Profumo e Viola incasseranno il sì degli altri rappresentanti dei soci privati. Il cda è composto da 12 membri incluso il presidente.

Una seconda fonte vicina alla Fondazione sostiene “che oggi sarà inevitabile la spaccatura. Speriamo che nei prossimi giorni si possa trovare una soluzione”.

La banca, che riunisce il cda alle 14,30, non ha commentato.

La resa dei conti slitterebbe così all‘assemblea straordinaria del 27 dicembre dove il peso della Fondazione è determinante.

L‘esito più probabile al momento è che la delibera proposta all‘assemblea - lanciare l‘aumento da 3 miliardi entro il primo trimestre, quindi probabilmente a gennaio - verrà messa ai voti accanto a quella presentata dalla Fondazione - che invece vuole più tempo per far partire l‘aumento, indicando la data del 12 maggio come limite minimo per iniziare la ricapitalizzazione, pena il suo decisivo voto contrario.

TESORO MONITORA SIENA

La presidente della Fondazione Antonella Mansi, secondo una fonte che ha potuto sentirla direttamente, “è determinata ad andare avanti”.

“Siena è tutta con lei”, aggiunge.

In realtà, in consiglio comunale un gruppo di consiglieri PD che, secondo la ricostruzione di fonti senesi, è vicino all‘ex sindaco Franco Ceccuzzi - determinante per il ricambio al vertice della banca con l‘arrivo di Profumo - ha presentato una mozione di appoggio alla linea della Banca. Spaccando il fronte del partito democratico, che è maggioranza in Comune, con il sindaco Bruno Valentini che invece sembra propendere più per la linea della Fondazione e che più volte ha criticato Profumo.

“Ora la speranza è che possa accadere qualcosa nei prossimi venti giorni che consenta comunque di fare l‘aumento a gennaio”, dice una terza fonte che sta seguendo il dossier.

“Intanto si spera che la Fondazione trovi a chi collocare le sue azioni. Ma servirebbe nel frattempo un intervento forte del governo, dell‘Europa, per evitare questo scontro”, aggiunge.

Il Tesoro ha detto che sta seguendo da vicino la vicenda del Montepaschi, essendo da un lato un azionista in pectore con la sottoscrizione di 4,1 miliardi di Monti Bond trasformabili in azioni se non riuscirà l‘aumento e dall‘altro lato essendo il soggetto preposto alla vigilanza sulle Fondazioni bancarie.

Questa terza fonte dice che “la Fondazione non ha capito che se non si fa l‘aumento a gennaio, dopo l‘incertezza è tale che c‘è il rischio concreto che non si riesca più a fare. E se viene nazionalizzata la banca, Fondazione scompare”.

Ieri la Fondazione Mps ha ribadito in una nota chiesta da Consob la sua posizione contraria ad un aumento di capitale nel primo trimestre, dicendo però anche che i contatti in corso per la cessione del suo 33,5% non permettono al momento di fare previsioni sui futuri assetti proprietari.

La Fondazione ha bisogno di tempo per cedere la sua quota sul mercato prima dell‘aumento e ripagare il debito da 339,15 milioni di euro che ha con alcune banche.

La Fondazione, tramite l‘advisor finanziario Lazard, aggiunge che sta effettuando ricerche di potenziali investitori disponibili a rilevare quote della partecipazione azionaria in Banca Mps, “anche fino all‘intero ammontare detenuto”.

Il titolo ha aperto in calo dell‘1% circa a 0,1690 per poi assestarsi attorno alla parità. Se il titolo scende sotto 0,128 euro la Fondazione deve dare tutto il suo 33,5% di Mps alle banche creditrici per l‘escussione del pegno a garanzia del prestito. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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