December 11, 2013 / 12:47 PM / in 4 years

Telecom Italia, verso sanzione Consob su convertendo

MILANO (Reuters) - Consob si accingerebbe a comminare, in tempi non brevi, una sanzione a Telecom Italia relativa all’emissione del prestito convertendo ed è probabile ci sia uno scambio di informazioni con l’autorità giudiziaria per il possibile conflitto di interessi sulla cessione di Telecom Argentina. La Consob ha in corso un’indagine anche per stabilire se Telefonica abbia il controllo di fatto di Telecom, attraverso Telco, che, qualunque sia l’esito, sembra non sia in grado di avere un impatto significativo.

Un telefono pubblico di Telecom Italia a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

Lo dicono alcune fonti legali, dopo un’analisi delle comunicazioni ufficiali del gruppo telefonico dei giorni scorsi.

La procedura prevede che Consob, se ravvisa irregolarità invia una lettera di contestazione, che “a questo punto, sul convertendo, è probabile arrivi nei prossimi giorni”, dice una fonte. Successivamente, entro 360 giorni, l’autorità di vigilanza decide la sanzione.

“Telecom ha ammesso le violazioni, penso che la sanzione arrivi”, dice una seconda fonte, in merito al convertendo. “La procedura per le parti correlate andava applicata dall’inizio”.

Un portavoce Consob, non ha voluto fare commenti, limitandosi a dire che, sulle questioni sollevate, il lavoro della Commissione prosegue.

Telco, holding che detiene il 22,4% di Telecom Italia è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica al 46,18%, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l’11,62% ciascuna e Generali con il 30,58%.

CONVERTENDO, NON SEGUITA PROCEDURA

Per il convertendo, che è stato collocato con quote rilevanti a Telefonica, primo azionista del gruppo attraverso Telco e al fondo Usa Blackrock, socio al 5%, è stata la stessa Telecom Italia ad affermare che si tratta di “operazione con parti correlate di maggiore rilevanza”, ma che è stato “effettuato l’iter istruttorio e decisionale di garanzia”.

Secondo il consigliere Luigi Zingales, nel collocamento è stata favorita Telefonica.

Le fonti sentite da Reuters concordano con quanto già affermato da Zingales, cioè che “la procedura delle operazioni con parti correlate avrebbe dovuto applicarsi sin dall’inizio”.

Telecom ha riconosciuto infatti la situazione dopo il collocamento del convertendo.

In questi casi l’operazione deve essere approvata con la maggioranza dei consiglieri indipendenti e, in mancanza di un via libera di questo tipo, deve essere portata in assemblea.

Sui sei consiglieri indipendenti Telecom Italia, due - Zingales e Lucia Calvosa - hanno votato contro, Massimo Egidi era assente, mentre tre hanno votato a favore.

CESSIONE DI TELECOM ARGENTINA

Il consigliere Gabriele Galateri, che è presidente di Generali, ha reso noto “l’esistenza di relazioni fra il gruppo Generali e il gruppo Werthein, azionista indiretto di Telecom Argentina”, anche se, fatta un’ulteriore verifica, “si sarebbe esclusa la presenza di profili significativi d’interesse”, ha detto Telecom Italia.

“Procura e Consob stanno indagando, che ci sia uno scambio di carte è fuori discussione”, dice la seconda fonte sull’Argentina. “Però non direi che ci sono estremi di reato”.

La procura di Roma ha aperto qualche settimana fa un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato, sulla vendita di azioni Telco a Telefonica, hanno detto alcune fonti a metà novembre, precisando che gli inquirenti si concentrano anche sulle informazioni acquisite da Consob.

Il giorno prima una fonte aveva detto che Consob stava realizzando una verifica a 360 gradi su Telecom Italia, dopo il consiglio del 7 novembre, che ha varato un piano da 4 miliardi che prevede cessioni, inclusa l’Argentina, e l’emissione di un prestito convertendo.

Il codice civile regola l’ipotesi di operazioni realizzate in conflitto di interessi.

LA QUESTIONE DEL CONTROLLO

La vicenda di maggiore impatto per Telefonica sarebbe un eventuale obbligo a consolidare i conti Telecom Italia e in particolare il suo debito, operazione che potrebbe mettere in discussione i rating del gruppo spagnolo e quindi la sua decisione di rimanere azionista di Telecom.

Si tratta però solo di una possibilità, indipendentemente dalla decisione della Consob, perchè l’organismo competente in materia resta il regolatore spagnolo.

“Non mi risulta ci siano sviluppi decisivi sulla questione del controllo”, dice la seconda fonte. “In ogni caso anche se Consob decidesse che c’è un controllo di fatto, non avremmo effetti su Telefonica. La questione sarebbe sempre di competenza delle autorità spagnole”.

(Stefano Rebaudo)

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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