9 dicembre 2013 / 19:08 / 4 anni fa

Pop Milano, Giarda: nessuna ipotesi aggregazione con altri istituti - Giarda

MONZA (Reuters) - L‘idea di un‘aggregazione di Pop Milano con altre banche, incluso Banco Popolare, non appartiene alla lista capeggiata da Piero Giarda per l‘elezione del consiglio di sorveglianza all‘assemblea del 21 dicembre.

Lo ha detto l‘ex ministro, presentando la lista e replicando in questo modo a quanto affermato dal candidato concorrente Piero Lonardi, secondo il quale la lista Giarda mirerebbe a fondere Pop Milano con un‘altra popolare, in particolare il Banco Popolare.

“L‘idea di un‘aggregazione di Bipiemme con altre banche, ivi incluso il Banco Popolare, non ha, per quanto riguarda la mia lista, né capo né coda. Si tratta di un puro atto dell‘immaginazione, senza alcun riferimento pratico e concreto a nulla che sia successo nel passato e che sia presente nei programmi e nelle intenzioni della lista numero due. L‘idea non esiste”, ha detto Giarda, nel corso della presentazione della lista.

Secondo Giarda, Bipiemme è in grado di crescere con i propri mezzi, senza alcuna integrazione, ma, “per restare autonoma, indipendente e mantenere la forma cooperativa, deve tornare a guadagnare”.

Fondamentale sarà l‘esecuzione dell‘aumento di capitale da 500 milioni, anche per ottemperare alle raccomandazioni della Banca d‘Italia e per rafforzare il patrimonio in vista della vigilanza unica della Bce.

“Se riusciamo a realizzare i due obiettivi dell‘aumento della redditività e del miglioramento del patrimonio, Bipiemme vivrà come cooperativa la sua vita futura”, ha concluso Giarda.

Per Giarda, l‘aumento di capitale non deve servire solo per rafforzare i coefficienti patrimoniali, ma deve essere funzionale “per un progetto di sviluppo”.

Quanto alla governance, Giarda non ha specificato eventuali modifiche allo statuto.

Ha sottolineato, tuttavia, la necessità di una “governance ordinata” e di rapporti tra Cds e Cdg improntati al rispetto reciproco, oltre al mantenimento del sistema duale, che rappresenta una “condizione necessaria” per il buon funzionamento dell‘istituto.

“Avere una solida governance è la cosa principale che interessa alla Banca d‘Italia”, ha aggiunto.

Nessuna indicazione, inoltre, sul prossimo Cdg che il nuovo Cds sarà chiamato a nominare. “Anche se sono sicuro che saremo la lista vincente... non ho la vittoria in tasca”, e, pertanto, “è molto difficile ottenere una disponibilità a fermo delle persone prima del 21 (dicembre)”.

Andrea Mandalà Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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