6 dicembre 2013 / 15:12 / 4 anni fa

Unione bancaria, Saccomanni a Berlino difende bondholder Italia

ROMA (Reuters) - Il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, ha partecipato oggi a un incontro a Berlino sul Meccanismo unico di risoluzione per difendere la posizione dei detentori italiani di prestiti subordinati bancari.

Il ministro dell'Economia italiano Fabrizio Saccomanni, Bruxelles, 14 novembre 2013. REUTERS/Francois Lenoir

Una fonte italiana vicina alla situazione dice che la riunione, organizzata dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, si è conclusa da pochi minuti.

“C‘è stato uno scambio di idee ma nessuna decisione”, ha detto la fonte.

Uno dei punti più delicati della questione, per l‘Italia, riguarda le eventuali perdite che i creditori delle banche dovrebbero subire in caso di crisi.

“Chi paga? Gli azionisti certamente. I correntisti certamente no fino a un certo ammontare. Il problema è sui bondholder che in Italia sono considerati risparmiatori da tutelare. Secondo altri, invece, sono investitori che hanno comprato debito privato e quindi si sono assunti un rischio più alto rispetto ai correntisti”, ha detto la fonte.

Alla riunione hanno partecipato anche i ministri francese e spagnolo, oltre al presidente dell‘Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, al rappresentante tedesco nel comitato esecutivo della Bce Joerg Asmussen e al commissario europeo per il Mercato interno e i servizi finanziari Michel Barnier.

Mercoledì, Schaeuble ha detto di essere pronto a trovare un compromesso su quale istituzione europea dovrà avere l‘ultima parola sulla fine di una banca nella zona euro.

La Commissione Ue ha proposto se stessa ma la Germania si oppone e il termine di fine anno per trovare un accordo si avvicina.

In vista dell‘Unione bancaria e del passaggio alla Bce della vigilanza su buona parte del sistema bancario è stato avviato da Francoforte un esercizio su quasi 130 banche della zona euro per tracciare un quadro trasparente della solidità patrimoniale.

Le banche italiane coinvolte sono 15.

Oltre a un esame sulla qualità degli attivi (Asset quality review) è previsto anche uno stress test.

In base alla nuova disciplina europea sugli aiuti di Stato se dovesse emergere l‘esigenza di un rafforzamento partimoniale, le banche dovranno coinvolgere azionisti e detentori di prestiti subordinati prima di ricorrere agli aiuti di Stato.

L‘Associazione bancaria italiana ha osservato come le perdite di capitale eventualmente evidenziate dagli stress test sono solo ipotetiche e quindi sorgerebbero problemi legati al write-off sui prestiti subordinati.

“O il governo italiano recepisce questa regola e apre la strada a tutta una serie di azioni legali oppure fa muro in Europa e non si adegua”, ha detto una seconda fonte vicina alla vicenda.

Le obbligazioni vendute alla clientela sono un‘importante canale di finanziamento per le banche italiane.

Nell‘ultimo rapporto sulla stabilita’ finanziaria la Banca d‘Italia stimava che dei circa 54 miliardi di titoli di debito subordinato emessi dalle 15 banche coinvolte nell‘esercizio Bce poco piu’ della meta’ sia detenuto da famiglie.

Il tema delle perdite inflitte agli obbligazionisti bancari junior in caso di carenze di capitale dovute agli stress test e’ stato sollevato dallo stesso presidente Bce Mario Draghi in una lettera alla Commissione europea.

Giselda Vagnoni Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below