December 5, 2013 / 1:37 PM / 5 years ago

Bce, bassa inflazione per periodo prolungato, tassi fermi

FRANCOFORTE (Reuters) - Le aspettative inflazionistiche rimangono ben ancorate nel medio lungo termine ma con pressioni sottostanti sui prezzi che dovrebbero confermarsi sotto tono. E in questo contesto la zona euro potrebbe dover fronteggiare un prolungato periodo di bassa inflazione

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, oggi a Francoforte. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi nella conferenza stampa seguita alla riunione odierna del consiglio Bce che ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse dopo il taglio a sorpresa di un mese fa.

Draghi, nel confermare la ‘forward guidance della Bce - che prevede tassi agli attuali livelli o anche più bassi per un periodo prolungato - di fatto ribadisce anche la visione della Bce che finora ha escluso l’esistenza di tendenze deflazionistiche all’interno della zona euro, nonostante la limatura verso il basso delle proiezioni dell’istituto centrale sia per quest’anno sia per il prossimo.

“Potremmo avere un periodo prolungato di bassa inflazione, seguito da un movimento di rialzo graduale verso una tasso inferiore ma prossimo al 2%” ha affermato Draghi.

Il numero uno di Francoforte parla di “rischi al ribasso” che ancora circondano l’economia della zona euro e definisce “pienamente giustificato” il taglio dei tassi di novembre, ribadendo che la banca centrare resta pronta a prendere in considerazione tutti gli strumenti a disposizione.

“Guardando avanti al 2014 e al 2015 l’output è previsto in lento miglioramento, in particolare grazie a qualche miglioramento nella domanda domestica, supportata dall’impostazione accomodante della nostra politica monetaria” ha sottolineato Draghi.

TASSI INVARIATI, RIFINANZIAMENTO RESTA A 0,25%

Al termine della riunione odierna, il direttivo Bce ha deciso per una conferma dei tassi di interesse, in linea con le attese di mercato.

Il costo del denaro nei 17 Paesi della zona euro resta al minimo storico dello 0,25%, raggiunto dopo il taglio a sorpresa di un quarto di punto del mese scorso.

Confermati rispettivamente a 0,75% e a zero il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi overnight in banca centrale, con il cosiddetto corridoio che rimane di tre quarti di punto percentuale.

Dall’ultimo sondaggio condotto da Reuters tra economisti e operatori emerge la previsione di un nuovo intervento di politica monetaria nei primi mesi del 2014. L’opzione che al momento appare più accreditata è quella di una nuova operazione di finanziamento a lungo termine (Ltro) a inizio 2014.

Dallo stesso sondaggio emerge la convinzione che i tassi nella zona euro rimarranno fermi almeno fino a luglio 2015, depositi compresi, mentre un’ampia maggioranza degli interpellati - 47 su 59 - è persuasa che la Bce non intenda avviare alcuna forma di ‘quantitative easing’ e continuerà a sterilizzare tutti gli interventi sul mercato.

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