4 dicembre 2013 / 16:53 / tra 4 anni

Telecom, Fossati: forse non passa revoca cda, ma battaglia continua

ROMA/MILANO (Reuters) - L‘assemblea Telecom Italia del 20 dicembre forse non farà decadere l‘attuale consiglio, ma la battaglia di Marco Fossati per spingere Telco fuori dal controllo del gruppo italiano continuerà.

Lo dice lo stesso Fossati, a margine di un convegno dei piccoli azionisti Telecom Italia a Roma.

Il terzo azionista del gruppo con il 5% del capitale detenuto dalla holding di famiglia Findim ha chiesto la revoca del consiglio, dopo aver parlato, a settembre in un‘intervista a Reuters, di conflitto di interessi di Telefonica, che considera un ostacolo allo sviluppo di Telecom Italia e della necessità di sciogliere Telco.

Telco, che controlla il 22,4% del capitale di Telecom Italia è a sua volta partecipata, in termini di diritti di voto: da Telefonica con il 46,18%, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l‘11,62% e da Generali con il 30,58%.

“Patuano ha detto che il nostro piano e simile al loro come se lo avessimo rubato dal cassetto”, ha detto Fossati. “Credo però che non convergano assolutamente”.

Sulla questione della rete, Fossati ha detto di essere a favore di un ingresso della Cassa Depositi e Prestiti attraverso un aumento di capitale riservato da realizzare con “il conferimento di Metroweb e l‘apporto di denaro”.

Per quanto riguarda la possibile vendita di Tim Participacoes ha detto che “una massimizzazione stand-alone ci sarà tra un paio di anni. Se fossimo costretti a vendere venderemo cara la pelle”.

DA PROXY ADVISER PARERE FAVOREVOLE A FOSSATI

Il proxy advisor internazionale ISS raccomanda agli investitori istituzionali di votare a favore della proposta dell‘azionista Findim di revoca del cda attualmente in carica.

La raccomandazione è contenuta in un documento che Reuters ha potuto visionare.

La rimozione del consiglio “si rivelerà probabilmente positiva per la creazione di valore nel lungo termine”, secondo il report ISS. Fondi esteri per una partecipazione complessiva di circa lo 0,5% di Telecom Italia nei giorni scorsi hanno votato a favore del consiglio.

PER ISS SCONTRO INUSUALE

L‘advisor sottolinea però che si tratta di uno scontro in assemblea “inusuale”. L‘azionista dissidente propone la rimozione dell‘attuale consiglio, ma non dà indicazioni su un nuovo cda. Telco indica invece solo tre nomi.

Assogestioni, che associa i fondi, ha presentato una lista di minoranza con sette candidati.

Il report SSI dice che gli azionisti che non hanno presentato le liste non hanno deciso il numero dei consiglieri, che secondo lo statuto può variare da 7 a 19, o la scadenza del mandato, altro elemento “inusuale”.

Lo statuto di Telecom prevede che i quattro quinti del consiglio siano eletti dalla lista di maggioranza.

Si potrebbe quindi verificare, nel caso la mozione Fossati andasse in porto e facesse decadere il cda, la situazione in cui, per il nuovo consiglio, ci sono più posti disponibili che candidati. L‘ordine del giorno dell‘assemblea prevede infatti, nel caso di decadenza del board, la nomina di uno nuovo.

Secondo un gestore, con una lista Assogestioni con soli sette nomi, e tre posti assegnati a Telco, gli altri cinque (nel caso che il numero dei cosiglieri restasse a 15) verrebbero eletti direttamente in assemblea; i fondi, non avendo delega in tal senso, non potrebbero pronunciarsi lasciando alla fine campo libero ai candidati proposti da Telco.

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