27 novembre 2013 / 07:46 / 4 anni fa

Mps, Profumo: ricapitalizzare ora per risparmio ed evitare nazionalizzazione

Il presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo, in una foto del 10 maggio 2012. REUTERS/Giampiero Sposito

ROMA (Reuters) - Il Monte dei Paschi di Siena ha deciso di procedere subito alla ricapitalizzazione nonostante le richieste di attesa del suo principale azionista, la Fondazione, per risparmiare denaro rispetto a giugno 2014, approfittare delle positive condizioni di mercato e fare di tutto per evitare la nazionalizzazione dell‘istituto, secondo il presidente Alessandro Profumo.

“Vorrei dire con grande chiarezza che i tempi non li dettiamo noi: il termine del 31 dicembre 2014 è imposto dall‘Ue”, ha detto Profumo in un‘intervista pubblicata oggi dal quotidiano “La Repubblica”.

Ieri il consiglio di amministrazione della banca Mps ha approvato l‘aumento di capitale da 3 miliardi che serve a ripagare parte del prestito e degli interessi sugli aiuti di Stato e ha convocato per questo una assemblea straordinaria il 27 dicembre.

“Credo sia opportuno sapere che più ci si avvicina alla data più diventa difficile ricapitalizzare, per una serie di motivi che vedrete nella relazione degli amministratori”, ha detto Profumo.

Secondo il presidente dell‘istituto senese, con una ricapitalizzazione a gennaio ci sarebbe “un risparmio consistente di interessi rispetto a giugno (stimato tra 100 e 150 milioni,ndr)”.

“Inoltre altre banche ricapitalizzeranno nel 2014, e con la coda è più difficile. Poi c‘è fortissima volatilità sul mercato: oggi il clima appare favorevole, non sappiamo se lo sarà ancora gennaio, men che meno a giugno. Aggiungiamo i rischi di peggioramento della politica italiana e i riflessi sullo spread Btp”.

Ma l‘obiettivo centrale, ha detto Profumo, è quello di evitare a tutti i costi la nazionalizzazione: “Senza ricapitalizzare per ripagare i Monti bond la nazionalizzazione è certa. E il Tesoro in quell‘ipotesi s‘è impegnato a rivendere la banca entro cinque anni. Ma sarebbe impossibile rimettere sul mercato il 100% di Mps: che sarebbe inglobata o fatta a pezzi da altri. Inoltre il prezzo di Borsa tenderebbe verso lo zero, e tutti gli azionisti, fondazione compresa, avrebbero danni drammatici”.

L‘ex capo di Unicredit non ha voluto rispondere alla domanda su cosa accadrebbe se la Fondazione Mps, che ha oltre il 33% della banca, votasse contro l‘aumento di capitale, dicendo solo che la nazionalizzazione “sarebbe peggio per la banca, la città e la Fondazione stessa”. Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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