22 novembre 2013 / 08:09 / tra 4 anni

Btp poco mossi dopo cancellazione aste, focus su misure banche centrali

MILANO (Reuters) - Andamento poco variato per il mercato obbligazionario italiano all‘indomani dell‘annuncio da parte del Tesoro della cancellazione dalla tornata di aste a medio lungo di metà dicembre, a fronte dell‘ampia disponibilità di cassa.

Operatori durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

“Il livello di attività è abbastanza limitato, non ci sono grossi movimenti”, dice un dealer di una banca italiana specialist.

“Certamente il fatto che il Tesoro abbia cancellato le aste a dicembre è un elemento di supporto perché contiene eventuali pressioni da offerta sui titoli”, prosegue l‘operatore.

Nel complesso, a sostegno dei Btp contribuisce l‘orientamento ultra-accomodante della Banca centrale europea che, dopo il recente taglio del costo del denaro, potrebbe entro i prossimi mesi varare nuove misure espansive, aspettativa che tra gli investitori fa aumentare la ‘caccia al rendimento’.

“Credo che, da qui alla fine dell‘anno, il mercato tenderà a cristallizzarsi su questi livelli. Potremmo vedere un‘ulteriore discesa dei tassi con l‘annuncio di nuove misure da parte della Bce, o qualche limitata pressione se la Fed dovesse annunciare una riduzione dello stimolo”, dice un secondo dealer.

Intorno alle 12 il rendimento del decennale continua a galleggiare appena sopra il 4%, in marginale rialzo rispetto ieri, mentre il divario con l‘analoga scadenza del Bund è in discesa a 234 punti base dai 236 di ieri sera.

La carta tedesca, infatti, risulta ben più appesantita rispetto a quella periferica dopo i numeri migliori delle attese dell‘Ifo di novembre, indice che misura la fiducia delle imprese in Germania.

Il segnale è coerente con una stabile crescita della prima economia della zona euro e di conseguenza riduce l‘appeal degli asset rifugio.

Tornando all‘Italia, stamane il premier Enrico Letta da Berlino ha affermato che dal punto di vista finanziario il Paese resterà vulnerabile finché il tasso del decennale resterà sopra la soglia del 3%.

Obiettivo che gli operatori considerano decisamente ambizioso. “Non dimentichiamoci che al momento i tassi restano vicini al minimo storico. Ritengo ci sia più spazio di discesa per lo spread, soprattutto se la Fed dovesse ridurre il piano di acquisti bond”, spiega un trader da Milano.

Una riduzione del piano di stimolo della Fed spingerebbe verso l‘alto i rendimenti dei Treasuries, e dunque metterebbe sotto pressione anche i Bund, che tendono a muoversi in parallelo in quanto asset rifugio.

Sul fronte europeo, intanto, oggi a Bruxelles il governo affronta l‘esame dell‘Eurogruppo dopo l‘annuncio del piano di privatizzazioni e di revisione della spesa.

Queste ultime, nelle speranze di Letta, dovrebbero dare al ministro delle Finanze Saccomanni un maggior margine di manovra per beneficiare della clausola che esclude la spesa per investimenti dal calcolo del rapporto deficit/Pil, al momento bloccata proprio a causa dei rilievi europei sulla legge di Stabilità.

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