15 novembre 2013 / 08:24 / tra 4 anni

Btp in lieve calo, dubbi Bruxelles su legge Stabilità non aiutano

Un operatore lavora durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

MILANO (Reuters) - Mattinata di ribassi complessivamente contenuti per il mercato obbligazionario europeo, con la carta italiana che tuttavia fa peggio di quella ‘core’, in scia anche alle critiche espresse questa mattina dalla Commissione Ue sulla legge di Stabilità italiana.

Bruxelles ha avvertito che la legge di Stabilità rischia di non rispettare il Patto di Stabilità e Crescita europeo. In particolare - obietta la Commissione - oltre a limitati progressi strutturali, la legge di Stabilità non assicura quel trend discendente del rapporto debito/Pil richiesto e per questa ragione l‘Italia non potrà avvalersi nel 2014 della clausola che esclude la spesa per investimenti dal calcolo del deficit.

“Se uno si aspetta reazioni di 10-15 punti di allargamento dello spread, diciamo che quel tempo è un po’ passato; detto ciò questa non è sicuramente una notizia positiva per l‘Italia” afferma il trader di una delle maggiori banche italiane. “Mi sembra una punizione un po’ pesante, ma conosciamo la rigidità dell‘Europa: finché non si ammorbidirà un po’ il rischio di qualche tensione sul mercato ci sarà sempre”.

Su piattaforma Tradeweb il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali si è mosso nel corso della mattinata entro un range limitato, di una manciata di punti. Lo spread è comunque risalito in tarda mattinata in area 340 punti base (236 pb la chiusura di ieri), sui massimi intraday, in seguito alle notizie giunte da Bruxelles.

“La curva italiana era partita in irripidimento stamattina, poi ha cambiato direzione sul tratto 10-30 anni dove aveva fatto più ‘steep’ nei giorni scorsi, sotto aste”, afferma un secondo operatore da Milano.

Il rendimento sulla scadenza 10 anni italiana si conferma comunque in area 4,10%, non lontano dai minimi di questo mese, di fatto sui livelli che non si vedevano dalla fine di maggio di quest‘anno.

“Mi pare che, al di là dei dubbi di Bruxelles, per i titoli di stato italiani non cambierà molto, il tono di fondo del mercato rimane positivo, d‘altra parte l‘Italia è praticamente a posto con le emissioni e ora farà questo concambio per poter evitare di emettere il 5 anni a fine mese”, aggiunge l‘operatore.

VERSO OPERAZIONE CONCAMBIO TITOLI DI STATO

Archiviate due settimane intense - e fruttuose - sul mercato primario, con il lancio del Btp Italia e le aste di metà mese, ieri sera il Tesoro ha annunciato per lunedì un‘operazione di concambio e la decisione di non emettere Btp a 5 anni nell‘asta di fine novembre. Il Tesoro offrirà lunedì l‘attuale benchmark quinquennale dicembre 2018, ritirando una serie di titoli di Stato in circolazione, Btp e Ccteu, in scadenza nel 2015 (più un Ccteu ottobre 2017).

“Il Tesoro ha scelto principalmente bond con scadenza 2015 in quanto si tratta di un anno pesante in termini di scadenze”, si legge in una nota di Unicredit, che ricorda come nel 2015 giungeranno a scadenza 150 miliardi di Btp, 30 di Cct e 16 di Ctz.

Il concambio non ha ammontare predefinito e secondo le previsioni della banca l‘importo dell‘operazione potrebbe aggirarsi tra uno e 3 miliardi di euro.

“I bond in offerta hanno un prezzo relativamente alto (104), più alto rispetto a quello dei bond che verranno riacquistati. Ci spettiamo che il Tesoro riacquisterà relativamente più Cct (che trattano sotto la pari) in quanto questo andrà a massimizzare la riduzione del debito”, spiega Unicredit.

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