12 novembre 2013 / 17:48 / 4 anni fa

Alitalia, chiusura aumento potrebbe slittare oltre 15, si tratta con Air France

di Alberto Sisto

Modellini di aerei di Alitalia e Airfrance. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - La scadenza del periodo di opzione per l‘aumento di capitale di Alitalia, ad oggi fissata alla mezzanotte di venerdì 15 novembre, potrebbe anche slittare per dare modo agli azionisti più riottosi di convincersi della bontà dell‘operazione.

E che ci sia una negoziazione in corso con il colosso dell‘aria Air France-Klm lo si capisce dalle notizie che filtrano da Parigi e che fanno conoscere il punto di vista dell‘azionista industriale della compagnia aerea italiana sulle nuove strategie di sviluppo da finanziare con l‘aumento di capitale.

Una fonte vicina al dossier da Parigi ha detto che la disponibilità di Air France è ancora molto bassa, ma che ci sono dei passi in avanti nella nuova versione del piano di Alitalia che prevede 2.000 esuberi anche se il pareggio operativo appare come un obiettivo irrealistico e la compagnia deve ancora affrontare il tema del debito.

Un‘apertura di credito al lavoro di del Torchio, anche se nulla di più.

POSSIBILE PROROGA AUMENTO

“La scadenza del periodo di opzione [e di sottoscrizione dell‘aumento] è fissata alla mezzanotte di venerdì 15 novembre, ma non è detto che la data non possa slittare”, ha detto la prima fonte mentre la seconda ha spiegato che “nulla impedisce che si vada un po’ più in là se dovesse servire”.

Del resto il codice civile prevede per il periodo di opzione “almeno trenta giorni dalla pubblicazione dell‘offerta”, un termine che trattandosi di una società non quotata può essere traslato in avanti con il consenso di tutti i soci.

Già domani o un prossimo cda potrebbero “decidere il calendario dell‘operazione che deve anche fissare il termine di scadenza della possibilità di sottoscrive l‘inoptato”.

Anche il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, continua a credere che ci siano le possibilità che Air France-Klm alla fine si convinca. Ma, ha aggiunto, in caso contrario si potrebbe pensare a un nuovo partner asiatico, che però, dice, non sarà Etihad Airways, la compagnia aerea di Abu Dhabi.

“Mi auguro che Air France sottoscriva [l‘aumento di capitale] anche perché non è che in questi anni è venuta a fare la carità: 30 milioni di passeggeri sono andati dagli aeroporti italiani a quelli di Air France a Parigi e Schipol. Se non sottoscrive scenderà al 7% circa e noi potremo cercare un partner del sud est asiatico”, ha detto Lupi ai giornalisti.

A chi chiedeva se Etihad, di cui si parla di alcuni mesi, potesse essere il partner, il ministro ha risposto: “Non credo, ho letto di Aeroflot [compagnia russa] e Air China”.

PRIMI NO DAI SINDACATI

Intanto oggi Lupi, molto attivo sul dossier, ha chiamato i sindacati confederali e di settore al ministero per recepirne la disponibilità a fare la propria parte nel caso il piano industriale richiedesse nuovi sacrifici ai dipendenti.

L’ incontro è stato definito interlocutorio da tutti i leader sindacali che hanno messo ovviamente le mani avanti rispetto all‘ipotesi di nuovi esodi dalla compagnia.

Già oggi ci sono 1.200 persone in Cassa integrazione guadagni e circa 400 con contratti di solidarietà. Dalla Francia è arrivata la notizia che l‘Ad ipotizza nuovi tagli per 2.000 persone.

A sottoscrivere l‘aumento sono stati e restano, per il momento, tre soci privati Intesa Sp, Atlantia e Immsi per un totale di 65 milioni. Altri 65 milioni sono stati versati da Intesa e Unicredit a valere sulla loro garanzia di 100 milioni.

Poste Italiane, 100% Tesoro, si è impegnata a coprire fino a 75 milioni di inoptato.

In cambio del sostegno, il governo ha chiesto un business plan completamente nuovo.

Domani si riunirà il consiglio di amministrazione dell‘azienda, anche per fare il punto sulla revisione del piano industriale.

Alcuni media hanno parlato di 2.000 o 4.000 posti di lavoro da tagliare, mentre nei giorni scorsi Air France ha smentito di aver chiesto di eliminarne addirittura 5.000.

Oggi, la segretaria della Cgil Susanna Camusso, reduce da un incontro con il ministro Lupi insieme con i dirigenti di Cisl e Uil, ha detto che “al momento non ci sono notizie di esuberi, e noi non vogliamo cominciare una discussione sul piano industriale partendo da questo”.

“Lupi ci ha detto che riceverà le prime informative da Alitalia su nuovo piano industriale nelle prossime ore”, ha aggiunto Franco Nasso, segretario della Filt, la federazione dei trasporti della Cgil.

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