7 novembre 2013 / 17:38 / 4 anni fa

Enel, risultato netto terzo trimestre in calo del 31%, migliora target debito anno

ROMA (Reuters) - Enel soffre la crisi italiana e nel mondo, con perdite di ricavi per oltre 2 miliardi nel terzo trimestre, ma procede sulla strada del rafforzamento patrimoniale. E’ questo quello che emerge dai conti approvati oggi al 30 settembre 2013 che si sono chiusi con un risultato netto di pertinenza di 655 milioni in calo del 31,0% rispetto ai 949 milioni dello stesso periodo del 2012.

Lo ha comunicato la società.

Nel commentare i risultati l‘Ad del gruppo elettrico Fulvio Conti si dice convinto di poter centrare “gli obiettivi di Ebitda e di utile netto ordinario già comunicati per l‘anno in corso”.

Inoltre, prosegue Conti, “le cessioni di attivi patrimoniali finalizzate ed annunciate, l‘emissione di obbligazioni ibride per più della metà del programma comunicato al mercato, portano ad un‘accelerazione del processo di rafforzamento patrimoniale del gruppo e fanno prevedere un miglioramento dell‘obiettivo di 42 miliardi di indebitamento finanziario netto, originariamente fissato per il 2013”.

Nel corso della conference call con gli analisti il direttore finanziario del gruppo elettrico, Luigi Ferraris, ha detto che dalla cessione della quota del 19,8% di SeverEnergia per 1,8 miliardi di dollari si aspetta “una plusvalenza da 1 miliardo di euro senza tasse a livello di gruppo”.

La cessione è soggetta ad autorizzazioni ed il pagamento avverrà al closing, ma Ferraris ha spiegato che è “fiducioso che si arrivi al pagamento entro l‘anno”.

Il direttore finanziario ha anche riconfermato che l‘Enel centrerà l‘obiettivo di 6 miliardi di vendite di asset previsti dal piano industriale e che “non prevede emissioni di bond per i prossimi 6 mesi”.

L‘obiettivo di ridurre il debito a 42 miliardi dai quasi 44 al 30 settembre, ha spiegato il manager, verrà centrato anche senza le dismissioni in quanto nell‘ultimo trimestre Enel genera solitamente flussi di cassa particolarmente elevati, frutto di stagionalità, che consentiranno di avere almeno 2 miliardi da destinare al taglio del debito.

Rispondendo ad una domanda sulla controllata spagnola Endesa, Ferraris ha detto che “non è ancora stato deciso nulla sulla politica dei dividendi; prima aspettiamo che finisca l‘anno e poi come al solito faremo le nostre valutazioni”. Anche perchè in Spagna si è visto in ottobre qualche accenno di ripresa della domanda elettrica.

SBOOM DI VENDITE

Le vendite del terzo trimestre del 2013 sono ammontate a 18,992 miliardi, in diminuzione di 2,215 miliardi rispetto all‘analogo periodo del 2012. Tale decremento continua la nota “è da ricondurre essenzialmente ai minori ricavi da vendita di energia elettrica, solo parzialmente compensati dai maggiori ricavi da trasporto di energia elettrica”.

Il calo del fatturato ha colpito tutte le attività tradizionali: “i ricavi dell‘Area di business Mercato si attestano a 3,975 miliardi(-10,7%), quelli dell‘Area di business Generazione ed Energy Management a 5,453 miliardi(-7,9%), quelli della Divisione Infrastrutture e Reti a 1,813 miliardi (-21,1%), quelli della Divisione Iberia e America Latina a 7,644 miliardi (-11,6%), quelli della Divisione Internazionale a 1,865 miliardi (-9,1%) e quelli della Divisione Energie Rinnovabili a 591 milioni di euro (-0,2%)”.

L‘Ebitda del terzo trimestre del 2013 ammonta a 3,894 miliardi (-11,9%) e in calo di 527 milioni rispetto al terzo trimestre del 2012 “principalmente a causa del rimborso ottenuto nello stesso periodo dell‘esercizio precedente a fronte della soppressione del Fondo pensione elettrici”.

Il risultato operativo del terzo trimestre è stato pari a 2,310 miliardi, in calo di 491 milioni (-17,5%) rispetto a quanto rilevato nell‘analogo periodo del 2012.

L‘indebitamento finanziario netto al 30 settembre era di 43,990 miliardi (42.948 milioni di euro al 31 dicembre 2012).

Il rapporto debt to equity, si attesta a 0,83 a fronte di 0,82 di fine 2012.

(Alberto Sisto)

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