5 novembre 2013 / 08:43 / 4 anni fa

Btp Italia novembre 2017 chiude prima giornata con 16,84 mld di ordini

di Gabriella Bruschi

Operatori a lavoro durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

MILANO (Reuters) - Assolutamente inaspettato l‘ammontare della domanda per il nuovo Btp Italia che chiude la prima giornata di offerta con ordini per 16,84 miliardi, a un passo da quei 18 miliardi raccolti nell‘ottobre 2012 dal Tesoro nel corso di quattro giorni di collocamento del Btp Italia ottobre 2016.

Ma c‘è la forte possibilità che questo record venga battuto con questo nuovo Btp novembre 2017 poichè l‘offerta resterà ancora aperta almeno fino a domani alle 14.

“Nessuno poteva immaginare una corsa come quella che abbiamo visto oggi”, dice un dealer del secondario. “Immagino che la presenza dei privati si stabilizzerà domani, per far posto agli istituzionali che di solito attendono l‘ultimo momento”. E’ difficile tuttavia, secondo altri, distinguere gli ordini degli uni e degli altri per via della limitazione dell‘ammontare massimo a 500.000 euro.

“Con questo ritmo i 20 o i 25 miliardi non sono per nulla da escludere” dice un altro.

SIZE RECORD NONOSTANTE CEDOLA MINORE

Per il Tesoro quella di oggi è certamente un‘ottima occasione di raccolta a un costo moderato, visto che questo Btp Italia, dei cinque offerti, è quello che ha la cedola più bassa, minima al 2,15%, anche se poi occorrerà sommare, come per tutti, l‘inflazione.

Lo strumento dell‘indicizzazione all‘inflazione decisamente piace agli investitori e tutti i Btp Italia hanno avuto anche sul secondario forti richieste dopo il collocamento, tanto che sul mercato quotano tutti sopra la pari.

Il più succulento è stato il BTPi giugno 2016 con una cedola del 3,55% che quota oggi ben 104,95. “Tutti i Btp Italia sono al rialzo anche oggi, in piena campagna offerta di quello nuovo” dice un dealer. Ma anche l‘ottobre 2016 con una cedola del 2,55% quota oggi 102,06.

PER TESORO RACCOLTA DECISAMENTE OLTRE ATTESE

Occorrerà vedere come il Tesoro sfrutterà questa raccolta abbondante, contro attese che si limitavano a circa 10 miliardi.

“Con una raccolta del Btp Italia che si prospetta così potente, il Tesoro potrebbe permettersi di cancellare le aste di dicembre, oppure di portarsi avanti con il funding dell‘anno prossimo”, dice un altro strategsit.

Stamane Maria Cannata, responsabile della gestione del debito italiano, ha invece detto in un‘intervista che “l‘importo di questa emissione [del nuovo Btp Italia], se andrà oltre un certo livello, potrebbe consertirci di usare verso la fine dell‘anno la facoltà di ridurre la percentuale delle riaperture dedicate agli specialist per i Bot”. L‘obiettivo è sempre quello di allungare la vita media del debito.

Cannata nella stessa intervista ha detto che al momento è stato già coperto il 90% delle necessità di funding per quest‘anno con 422 miliardi incassati prima del BtpItalia.

Secondo calcoli Reuters, restano dunque da emettere da qui alla fine dell‘anno circa 48 miliardi di euro, da cui togliere l‘ammontare del nuovo titolo.

“Veramente poco da emettere ancora, un bel respiro per il Tesoro”, dice uno strategist a Londra.

Semmai il problema potrebbe essere quello di gestire importi così elevati, concentrati su una sola scadenza.

Già questa primavera Cannata si era posta il problema. “Il problema non è la gestione del titolo, bensì la sua scadenza” dice Cannata. “La questione nasce dal fatto che la scadenza 2017 è già abbastanza pesante. Si potrebbe pensare a una scadenza diversa da quella dei quattro anni, ma occorre tenere presente il destinatario principale di questo strumento, che è la clientala retail. Di strumenti a 5 anni ne abbiamo già - il Btp e alcuni CCTeu - mentre un sei anni potrebbe essere considerato troppo lungo da un retail” dice, ribadendo che una soluzione potrebbe essere trovare “un meccanismo di riparto”.

BUON PICK UP SU BTP NOMINALI E BTPEI

Anche con una cedola più bassa e con le attese di inflazione sottotono, il titolo offre un buon pick up - calcolato in questo momento e quindi soggetto a variazioni - sia rispetto ai Btp nominali, sia rispetto ai linker indicizzati all‘inflazione europea, anche con i recenti dati di inflazione che hanno sorpreso per il loro rallentamento.

Il nuovo Btp Italia mostra una break-even-inflation (BE) di circa 37 punti base, calcolata sulla differenza con il rendimento del Btp nominale di pari scadenza, il Btp novembre 2017 che quota oggi un rendimento del 2,51%. “E’ sufficiente quindi che l‘inflazione sui quattro anni di durata di questo titolo stia sopra lo 0,37% perchè ci sia convenienza all‘acquisto”, dice Alessandro Giansanti, strategist di Ing.

Sul mercato degli inflation swap l‘inflazione media sui quattro anni è quotata allo 0,80%. “Dunque, se si aggiungono questi 80 punti base al rendimento del Btp nominale si ha un rendimento approssimativo del 2,95%”, aggiunge, con un pick up dunque di 44 punti base, alle quotazioni attuali.

Ma questo titolo è più redditizio anche rispetto al BTPei di pari scadenza che quota una BE di 78 punti base.

“Certo, bisogna considerare anche uno scenario in cui in Italia l‘inflazione potrebbe arrivare a zero”, dice un altro strategist. “Potrebbe anche succedere, poichè anche se si sta ipotizzando una ripresa economica l‘inflazione è un indice ritardato, di solito. Ma può accadere magari per un mese o poco più e poi risollevarsi, lasciando comunque un valore positivo sui quattro anni”, dice Giansanti.

Quello di stamane è il quinto Btp indicizzato all‘inflazione italiana emesso dal Tesoro italiano. E’ venduto alla pari e riconosce un premio fedeltà del 4 per mille per chi lo detiene fino alla sua naturale scadenza e non si pagano commissioni bancarie.

Il primo Btp Italia è stato emesso nel marzo dello scorso anno per 7,3 miliardi, seguito dal giugno 2016 per 1,7 mld, dall‘ottobre 2016 per 18 miliardi e dall‘aprile 2017 per 17 miliardi per un totale di circa 44 miliardi. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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