October 22, 2013 / 6:42 AM / in 5 years

Mps, ipotesi aumento a 3 miliardi per pagare cedola Tesoro- stampa

di Stefano Bernabei

Il simbolo del Monte dei Pschi sul pavimento della sede di Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - L’aumento da 2,5 miliardi che banca Mps ha detto di voler fare entro il 2014 per pagare il 70% del prestito statale ricevuto dal Tesoro con i Monti bond potrebbe essere alzato a 3 miliardi.

Lo scrive ‘Il Messaggero’ citando ipotesi a cui stanno lavorando le banche incaricate di organizzare l’operazione che, sempre secondo il quotidiano, potrebbe essere definita nelle modalità e nell’ammontare in occasione dell’approvazione della trimestrale, il prossimo 14 novembre.

Questo incremento servirebbe a pagare anche gli interessi sui 4,07 miliardi di Monti bond, con la cedola in pagamento a maggio 2014 per circa 400 milioni.

“Nessun commento”, è la risposta di Banca Mps a cui è stato chiesto se sia vera la notizia.

Il titolo, attorno alle 9,45, è in lieve rialzo dello 0,35% a 0,2305 sotto i livelli toccati nei giorni scorsi quando aveva superato 0,24 euro, prezzo a cui i titoli sono in carico nel bilancio della Fondazione Mps, principale azionista.

Quanto alla tempistica, Ubs - che agisce come global coordinator ed è affiancata da Barclays e Goldman Sachs come co-global - ha tre finestre.

La prima di partire all’inizio del nuovo anno, basandosi sui dati della terza trimestrale, una seconda tarata sull’approvazione del bilancio a maggio 2014 e una terza, data come meno opportuna perché a ridosso dei termini di fine 2014, dopo la semestrale.

La nota mattutina di ICBPI sottolinea come “un aumento di capitale di dimensioni persino superiori all’attuale capitalizzazione di mercato della banca migliorerebbe il suo equilibrio economico-patrimoniale, ma determinerebbe una pesante diluizione degli utili per azione prospettici, con conseguenti impatti sulle quotazioni del titolo”.

Secondo questi analisti comunque “il vero problema appare il reperimento di nuovi soci disponibili a investire in una storia di ristrutturazione dall’esito tuttora molto incerto”.

Le scadenze dell’aumento, quale che sia la tempistica che alla fine sarà scelta dalla banca guidata da Alessandro Profumo e dall’AD Fabrizio Viola, si incrociano con quelle, altrettanto stringenti, che ha la Fondazione, che ha il 33,5% ma è gravata da 350 milioni di debiti con le banche garantiti proprio da quelle azioni.

La Fondazione deve vendere per pagare il debito e non potrà coprire l’aumento di Mps. La presidente della Fondazione Antonella Mansi ha detto che non ci sono tabù, a chi chiedeva se tra le ipotesi ci fosse anche quella di vendere l’intera partecipazione, uscendo del tutto dal capitale della banca. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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