21 ottobre 2013 / 16:24 / 4 anni fa

Banche, nuovi criteri Eba per regole omogenee in prossimi test

di Huw Jones

LONDRA (Reuters) - L‘autorità europea di regolamentazione bancaria (Eba) ha reso noti i criteri in base ai quali si cercherà di utilizzare valori omogenei nei prossimi test europei per evitare che gli istituti di credito possano far riferimento a definizioni nazionali e mistificare il vero stato dei loro bilanci.

I due precedenti stress test dell‘Eba non sono riusciti a convincere gli investitori sulla sufficiente capitalizzazione delle banche europee e in particolare sulla loro capacità di affrontare gli shock nel momento in cui dovranno restituire i soldi presi in prestito dalla Banca centrale europea.

Queste nuove regole verranno utilizzate dalla Banca centrale europea nella sua prossima asset quality review (AQR) che servirà a valutare se le prime 130 banche dell‘area euro, come Deutsche Bank, Unicredit e Bnp Paribas, hanno adeguatamente fatto fronte alle loro crescenti sofferenze. Mercoledì la Bce darà i primi dettagli su come intende condurre questa revisione sulla qualità del credito.

Eba ha detto che tutte le asset review in Europa, incluse quelle negli 11 Paesi che non appartengono alla zona euro, dovranno essere completate entro ottobre del prossimo anno e per quella stessa data dovranno essere conclusi anche gli stress test - necessari a valutare se le banche siano pronte a fronteggiare shock economici e finanziari.

La prima regola pubblicata oggi spiega quando un prestito deve essere considerato compromesso e quindi da coprire accantonando maggiore capitale - e pone fine a una serie di definizioni nazionali che hanno reso quasi impossibile agli investitori comparare intermediari dei diversi paesi.

L‘Eba definisce un credito in sofferenza (non-performing) quando il ritardo nel pagamento supera i 90 giorni o quando il rimborso è improbabile.

Una seconda regola spiega quando un credito possa definirsi ristrutturato (forbearance), cioè quando la banca ha consentito al debitore di saltare o ridurre i pagamenti dovuti.

Per l‘authority europea questi crediti ristrutturati [forborne loans] possono essere identificati sia nel portafoglio dei crediti in sofferenza (NPL) sia in quello dei crediti in bonis (performing). Quindi un credito definito forborne non è da considerarsi automaticamente sofferenza, che invece farebbe scattare la necessità di capitale extra.

“Venendo da un sistema di regole più rigoroso non abbiamo niente da temere da questo documento dell‘Eba”, ha detto a Reuters il direttore generale di Abi Giovanni Sabatini.

“E’ un documento importante perché testimonia l‘impegno dell‘autorità ad arrivare a un terreno di gioco livellato, ad una armonizzazione di definizioni, in particolare dove le differenze erano massime, come per le classificazioni dei crediti deteriorati”.

Entro la fine dell‘anno l‘Eba pubblicherà dati aggiornati sull‘ammontare di titoli di stato e i tipi di capitale detenuti dalle circa 90 banche che sono state oggetto degli ultimi suoi stress test.

- Ha collaborato Stefano Bernabei da Roma Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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