19 ottobre 2013 / 17:14 / 4 anni fa

Banche, Draghi chiede regole Ue flessibili su salvataggi

MILANO (Reuters) - Le banche che non sono a rischio di fallimento ma necessitano di incrementare il capitale dovrebbero poter accedere agli aiuti di Stato senza che agli obbligazionisti meno garantiti vengano inflitte delle perdite.

Mario Draghi in una immagine di archivio. REUTERS/Francois Lenoir

Lo sostiene il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi in una lettera inviata alla Commissione europea lo scorso 30 luglio.

Nella lettera, visionata da Reuters, Draghi spiega che l‘imporre perdite ai detentori di bond subordinati nel contesto di queste “ricapitalizzazioni precauzionali” potrebbe danneggiare il mercato per questi titoli di debito.

“Indebolire strutturalmente il mercato del debito subordinato potrebbe portare a una fuga di investitori dal mercato bancario europeo, che potrebbe ulteriormente ostacolare il finanziamento degli istituti”, scrive Draghi nella lettera.

Le nuove regole europee sugli aiuti di Stato alle banche in difficoltà sono entrate in vigore ad agosto dopo un‘ampia revisione della disciplina precedente, con l‘obiettivo di spostare il peso delle ristrutturazioni degli istituti di credito dai contribuenti agli azionisti e ai possessori di bond.

Un portavoce della Commissione Ue spiega in una nota via email che “le linee guida riviste prevedono anche eccezioni, che potrebbero essere applicate per ragioni di stabilità finanziaria e valutando caso per caso”.

Il portavoce aggiunge che la Commissione ha lavorato a stretto contatto con la Bce dopo aver ricevuto la lettera di Draghi e dopo l‘entrata in vigore delle nuove regole “per identificare in anticipo qualsiasi potenziale problema e soluzione nell‘implementare le regole”.

Oggi Repubblica ha scritto che Draghi ha chiesto alla Commissione Ue di rinviare l‘introduzione di clausole che impongono perdite agli obbligazionisti nel caso di un eventuale salvataggio bancario, almeno fino a quando l‘unione bancaria europea non sarà pienamente operativa.

Le nuove regole Ue puntano a limitare l‘impatto sui contribuenti di un eventuale fallimento di una banca, dopo le polemiche sull‘uso di fondi statali per sostenere le banche in difficoltà durante la crisi finanziaria.

Draghi scrive nella lettera che la condivisione obbligatoria delle perdite con azionisti e bondholder è giustificata quando una banca è sull‘orlo del collasso o il suo patrimonio è al di sotto dei livelli minimi richiesti.

Ci potrebbero essere però casi in cui la banca ha un modello di business sostenibile e requisiti patrimoniali superiori al minimo, ma anche necessità di reperire fondi per ottemperare a una richiesta delle autorità di vigilanza.

In questi casi, se la banca non può farlo ricorrendo al mercato con la necessarià rapidità, per la Bce gli aiuti di Stato dovrebbero essere possibili senza il contributo alle perdite dei possessori dei bond subordinati della banca.

La lettera aggiunge che gli incentivi dovrebbero assicurare che le banche facciano del loro meglio per raccogliere capitali privati prima di chiedere gli aiuti di Stato.

In una nota, la Bce conferma l‘invio della lettera e spiega che si riferiva in particolare alle banche che verrano valutate in salute dalla Bce, nell‘esame sui bilanci che condurrà l‘anno prossimo prima di assumere la vigilanza del settore, ma per le quali gli stress test condotti sempre dalla stessa Bce evidenzieranno necessità aggiuntive di capitale.

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