18 ottobre 2013 / 06:33 / tra 4 anni

Alitalia, 30 mln valore società per aumento, dicono fonti

ROMA/MILANO, 17 ottobre - L‘aumento di capitale di Alitalia [CAITLA.UL] da 300 milioni di euro si farà avendo a riferimento un valore della società di 30 milioni, così come richiesto dal consorzio di garanzia costituito da Unicredit e Intesa Sanpaolo che ha chiesto uno sconto del 40% rispetto al valore stabilito dai soci.

Un aereo Alitalia si appresta ad atterrare a Fiumicino. REUTERS/Max Rossi

Lo hanno riferito a Reuters due diverse fonti a conoscenza del dossier aggiungendo che per la conversione dei bond emessi a febbraio sarà invece preso a riferimento un valore di 50 milioni.

Secondo la prima fonte, “per l‘aumento di capitale, le banche hanno chiesto, per fare il consorzio, di partire su un valore di 30 milioni. Mentre per il prestito convertibile il rapporto di conversione è stato fatto su un valore del capitale Alitalia di 50 milioni”.

La seconda fonte ha detto che “il consorzio ha chiesto uno sconto del 40% sui 50 milioni di valore ipotizzati”.

Quanto al prestito convertibile, il cui valore è stato inizialmente fissato in 150 milioni ma che è stato sottoscritto per 95 milioni, la prima fonte ha aggiunto che “nessuno ha ancora convertito”.

Dopo l‘aumento, il capitale Alitalia dovrebbe dunque situarsi in una forchetta compresa tra 330 e 425 milioni, a seconda che il prestito venga o meno convertito. Inoltre, il piano prevede nuove linee di credito per 200 milioni.

Difficile se non impossibile calcolare al momento le quote di possesso nella società a valle della ricapitalizzazione, che è garantita per 100 milioni dalle banche e per 75 milioni da Poste Italiane (oltre a 65 milioni già versati da alcuni soci). L‘azionariato dipenderà, oltre che dalle decisioni di sottoscrivere l‘aumento, da quelle sulla conversione del prestito. Considerata la polverizzazione dell‘azionariato della società, ogni previsione è azzardata.

Sul piano industriale, l‘andamento della società è tale che “l‘anno si chiuderà con una perdita operativa superiore a quella prevista dal piano industriale”, riferisce una delle fonti.

Il piano industriale prevedeva un “ebit industriale positivo nel secondo semestre del 2013, derivante da un miglioramento della gestione industriale”.

Per questo, dice ancora la fonte “è stato fatto un aggiustamento del piano - lo stesso di luglio ma meno ambizioso - che prevede una riduzione di tratte internazionali e intercontinentali. Gli aerei da cedere passano a 23 da 13, ma al momento si lavora a come rendere più efficace la struttura, a prescindere dal piano, anche con i sindacati”.

Alitalia ha oggi smentito di aver messo a punto un piano che preveda messa a terra di aerei e riduzioni di personale.

A proposito della nuova strategia che potrebbe essere messa in campo da Alitalia dopo l‘aumento di capitale e [PSTIT.UL]l‘ingresso dei nuovi soci, la fonte spiega che “ad oggi le Poste non hanno una visione forte, Air France continua ad avere una visione forte, ma non ha scoperto le carte”.

La durezza dei francesi è indirizzata anche verso le banche italiane che sono contrarie ad un‘ipotesi di ristrutturazione dell‘indebitamento: “Air France si dice disponibile a versare quel che deve ma vuole la ristrutturazione del debito, un haircut il più alto possibile. Il debito finanziario di Alitalia, dicono i francesi, è troppo alto”.

Il debito finanziario di Alitalia è di circa 1 miliardo, di cui 400 milioni di linee di credito di cui i francesi chiedono la ristrutturazione e 600 miliono di finanziamenti a medio lungo garantiti dalla flotta. Poi c‘è leasing operativo da 1-1,5 miliardi. Se si dovesse ristrutturare il debito come chiede Air France, le banche creditrici avrebbero difficoltà a erogare altri 200 milioni dopo aver perso buona parte dei 400 a causa della ristrutturazione.

(Paola Arosio, Alberto Sisto)

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