October 17, 2013 / 7:38 AM / in 5 years

Btp in lieve rialzo, spread in area 230 dopo accordo su debito Usa

MILANO (Reuters) - Tono ancora positivo questa mattina per i Btp, in un mercato europeo che complessivamente beneficia dell’accordo raggiunto negli Stati Uniti per l’innalzamento del tetto del debito.

Operatori a lavoro. REUTERS/Carlo Allegri

Se da una parte l’accordo permette la riapertura temporanea degli uffici federali e allontana lo spettro di un default tecnico degli Stati Uniti, dall’altra sembra essersi consolidata l’idea che il prolungato ‘shutdown’ comporterà uno slittamento, almeno all’inizio dell’anno prossimo, dell’avvio da parte della Fed del processo di ridimensionamento dello stimolo monetario.

“Come si suol dire il problema è stato rimandato e le trattativa fiscale negli Usa riprenderà all’inizio dell’anno prossimo. Di conseguenza sarà molto difficile per la Fed iniziare con ‘tapering’ proprio in quel momento” spiega lo strategist di Ria Capital Markets Nick Stamenkovic.

Lo spread tra Btp e Bund tiene agevolmente sulle posizioni guadagnate nella seduta di ieri, quando si è spinto fino al quota 230 punti base, minimo dal 22 luglio 2011, ovvero dal momento in cui partì la crisi sul debito italiano.

“Lo sblocco dello stallo in Usa ha dato ulteriore fiato a tutto il mercato europeo, specie alla carta core, ma il tono è positivo anche sulla periferia, nonostante la sovraperformance dei giorni scorsi e il ritracciamento odierno delle borse oggi” afferma il trader di una banca italiana. “L’Italia continua a godere di un buon trend”.

A metà mattinata, su piattaforma Tradeweb, il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi si attesta in area 234 punti base, non lontano dai 232 della chiusura di ieri.

CURVA SI IRRIPIDISCE IN TRATTO 10-30 ANNI

Il tasso sul dieci anni italiano è scivolato stamane fino al 4,21%, sui minimi dallo scorso agosto. Resta invece indietro il tratto extra lungo della, in lieve flessione a fine mattinata, con un ulteriore irripidimento della curva italiana nel segmento 10-30 anni.

“Il 30 anni si conferma un po’ dimenticato, con poca attività e pochi compratori, anzi soprattutto venditori: lo spread di rendimento sul 10-30 anni è su valori in assoluto alti” prosegue il trader. “Lo scarso interesse è testimoniato anche dalla decisione del Tesoro, che nell’asta di fine ottobre non ha riaperto il trentennale”.

Il rendimento del decennale italiano si tiene peraltro a distanza rispetto a quello del pari scadenza spagnolo: 4,30% quest’ultimo, contro il 4,23% del benchmark italiano.

Quella di oggi è stata peraltro una mattinata d’aste per la Spagna: Madrid ha collocato oltre 2,5 miliardi complessivi di bond a 3 e 5 anni - oltre la forchetta d’offerta di 1,5-2,5 miliardi - con rendimenti in calo su entrambe le scadenze. Ai collocamenti spagnoli si sono aggiunti quelli francesi, in tutto 6,89 miliardi di euro suddivisi tra le due scadenze febbraio 2016 e novembre 2018.

“Non sono previste grosse scadenze in termini di aste nella parte finale della settimana né nella prossima, credo che sul mercato il clima possa rimanere più o meno tranquillo almeno fino a mercoledì” conclude il trader.

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