16 ottobre 2013 / 06:37 / 4 anni fa

Rcs balza dopo fine patto, piace contendibilità ma rischio overhang

MILANO (Reuters) - Schizza in borsa il titolo Rcs spinto da acquisti speculativi che festeggiano la fine del patto di sindacato e di un azionariato blindato.

Alla modernizzazione della governance e alla ritrovata contendibilità del gruppo editoriale fanno però da contraltare, secondo gli analisti, il rischio di overhang legato a un possibile disimpegno di alcuni azionisti e una valutazione del titolo già molto tirata.

Intorno alle 10, Rcs guadagna il 4,3% a 1,673 euro dopo un balzo iniziale del 9%; i volumi sono già superiori alla media di un‘intera seduta.

Il comparto è vivace, con Mondadori in rialzo del 3,3%, l‘Espresso del 4,3%, Cairo dell‘1,3%. Ad aiutarlo sono le indiscrezioni sul possibile inserimento nella legge di stabilità di un fondo straordinario per l‘editoria da 120 milioni in tre anni.

Su Mondadori giocano poi le ipotesi stampa di una futura integrazione tra Mondadori Pubblicità e la concessionaria di Mediaset Publitalia.

Il Biscione sale a sua volta sull‘onda dei dati di raccolta trimestrali anticipati ieri, che parlano di una interruzione del ciclo negativo in atto ormai da anni e che inducono gli analisti a un prudentissimo ottimismo. In Europa i media salgono dello 0,9%, l‘indice generale di Milano FTSE Allshare guadagna lo 0,3%.

Sullo scioglimento anticipato del patto deciso ieri dai soci di Rcs, i commenti degli analisti sono dunque ambivalenti: da un lato, sottolinea uno di loro, “la società diventa più contendibile”, ma dall‘altro “diversi azionisti hanno dichiarato di voler vendere o ridurre le loro quote”.

Banca Akors entra nel dettaglio e scrive: “L‘azionariato potrebbe ora diventare più fluido”, tenendo conto che ci sono molti piccoli azionisti apparentemente non impegnati a restare come Fonsai (5,6%), Pirelli (5,4%), Italmobiliare (3,8%) e Generali (1%). Anche Mediobanca (secondo azionista con il 15%) ridurrà gradualmente la sua quota. “Il maggiore azionista Fiat (20,5%) potrebbe quindi cercare di rafforzare la sua presa sulla compagnia, magari per proteggere i suoi interessi contro la potenziale minaccia di Della Valle (8,9%)”, ipotizza Akros che conclude: “Il mercato ha spinto il titolo al rialzo sulla base delle aspettative di una battaglia tra i soci e sulla scia del recente rally del settore media. Vediamo una possibile sopravvalutazione del titolo e scarso appeal speculativo”.

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