October 16, 2013 / 6:37 AM / in 5 years

Alitalia, primi versamenti aumento capitale già domani, Sarmi a Parigi

di Alberto Sisto e Stefano Bernabei

Il quartier generale di Alitalia. REUTERS/Max Rossi

ROMA (Reuters) - L’assemblea di Alitalia ha approvato a notte fonda l’aumento di capitale fino a 300 milioni e già domani arriveranno i primi soldi di alcuni importanti soci italiani e delle banche che hanno accettato di anticiparne 100 per garantire l’operatività della compagnia, riferisce una fonte vicina all’operazione.

Nel frattempo l’Ad di Poste Italiane, possibile nuovo socio della compagnia aerea, si recherà a Parigi per incontrare i vertici di Air France-Klm, azionista al 25% di Alitalia che governo e soci italiani vorrebbero aumentasse il suo impegno nell’azienda a condizioni non draconiane.

“L’obiettivo è giungere in tempi brevi ad un’integrazione della compagnia in un grande operatore internazionale”, ha detto anche oggi il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

Massimo Sarmi, secondo quanto ha confermato una fonte a conoscenza del dossier, discuterà nel pomeriggio con i francesi le modalità dell’eventuale ingresso di Poste, 100% Tesoro, nel capitale della compagnia aerea italiana nel caso in cui alcuni soci dovessero decidere di gettare la spugna e non sottoscrivere l’aumento. Un’audizione di Sarmi era attesa per questa mattina alla commissione Trasporti della Camera, ma è stata rinviata.

PUNTI INTERROGATIVI

Nella nota diffusa da Alitalia di primo mattino non si dettagliano fino in fondo i contorni dell’operazione di rafforzamento patrimoniale.

Viene spiegato che l’aumento sarà fino a 300 milioni e “i soci avranno 30 giorni di tempo, a partire dal 16 ottobre, per sottoscrivere le azioni di nuova emissione”. Un altro periodo di tempo sarà poi riservato agli azionisti per decidere se sottoscrivere quote di azioni inoptate.

Una fonte vicina all’operazione ha detto a Reuters che già domani, però, alcuni soci importanti sottoscriveranno la quota di loro pertinenza, mentre le banche daranno il finanziamento ponte per consentire il proseguimento dell’attività.

Gli occhi sono rivolti ad Air France-Klm, senza la quale Alitalia si troverebbe priva di un partner strategico e con l’impellente necessità di trovarne uno nuovo per non rischiare il crack.

I francesi hanno votato a favore dell’aumento ma stanno ancora cercando di capire i contorni del progetto di riorganizzazione prima di decidere.

Una fonte vicina al gruppo franco-olandese ha detto stamani che “la posizione di Air France-Klm è 50-50 al momento. Il piano industriale presentato la scorsa settimana è inadeguato, le condizioni non sono state soddisfatte, in particolare in termini di ristrutturazione del debito”.

Da Parigi era già trapelata una certa insoddisfazione per la scarsa trasparenza dell’operazione in cui è entrato un soggetto interamente pubblico e che manca ancora di una nuova strategia dopo il fallimento di quella stand alone.

La fonte vicina all’operazione, tuttavia, si mostra ottimista.

“Alla fine aderiranno all’aumento tutti tranne gli assenti”, ha detto a Reuters arrivando a ipotizzare che “l’aspettativa forte è che ci sia” anche Air France-Klm.

Secondo la stessa fonte, non hanno partecipato all’assemblea di ieri i rappresentanti dei gruppi Gavio, Riva, Fonsai e Toto ma dai diretti interessati non è stato possibile avere commenti.

Sembra invece certa la partecipazione del socio Atlantia (8,86%) per 25 milioni, come pure quelle di Immsi (7,1%) e di Intesa SP (8,9%).

RIVOLUZIONE AI VERTICI

L’eventuale inoptato, ha confermato stamani il comunicato Alitalia, sarà sottoscritto per 75 milioni da Poste e per 100 milioni da Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Non è dato sapere a quanto ammontino questi soldi in termini di capitale perchè manca una quantificazione del valore attuale di Alitalia.

Secondo il Sole 24-ore, in assemblea sarebbe stato deciso di prendere come riferimento una valore della compagnia aerea fra 0 e 50 milioni, rispetto alla forchetta 0/150 milioni suggerita da Credit Suisse.

Manca chiarezza anche sul prestito convertibile approvato a febbraio. In particolare non è stato comunicato se i soci hanno dato la disponibilità alla conversione in capitale del prestito obbligazionario da 150 milioni, sottoscritto per circa 90.

Il prestito convertibile prevede una possibilità per i sottoscrittori di richiederne la restituzione in contanti dopo un anno o alla scadenza con un interesse dell’8%. Quindi se non è stato dato il via libera alla conversione in azioni una parte del capitale che verrà sottoscritto dovrà essere tenuta da parte per fronteggiare possibili richieste di rimborso.

Decisione presa, invece, per quanto riguarda il rinnovo degli amministratori.

Il cda si presenterà dimissionario ad un’assemblea che sarà convocata subito dopo la chiusura dell’operazione sul capitale per prendere atto “del possibile mutamento degli assetti proprietari conseguente alla realizzazione dell’operazione di aumento di capitale”.

Il governo italiano intanto cerca di proteggere la sua creatura ovvero il piano per il possibile ingresso di Poste in Alitalia.

A margine dell’Ecofin di Lussemburgo Saccomanni ha definito “frettolosa” l’accusa di protezionismo per l’ingresso di Poste nel capitale della società visto che “non ci sono particolari atti che sono stati fatti”.

Ieri International Airlines Group, che riunisce British Airways, Iberia e Vueling, ritiene che il salvataggio da parte del governo italiano della compagnia aerea Alitalia sia “illegale” e ha invitato la Commissione europea a intervenire.

A Bruxelles, questa mattina, il portavoce del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ha detto di non aver ricevuto ancora alcun esposto e ha spiegato che per stabilire se un’entità pubblica si comporta come un investitore normale occorre verificare se altri investitori privati intervengono allo stesso modo sulla base di mere considerazioni di mercato.

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