October 15, 2013 / 6:38 AM / 5 years ago

Banca Marche, Masera si dimette, non vede condizioni rafforzamento a breve

ROMA (Reuters) - Rainer Masera si è dimesso da presidente di Banca Marche, istituto in crisi di liquidità posto in gestione provvisoria dalla Banca d’Italia a fine agosto, per aver constatato l’impossibilità di procedere a breve a un rafforzamento patrimoniale da 500 milioni di euro.

L’ex ministro del Bilancio sembra a questo punto auspicare il commissariamento dell’istituto da parte dell’organo di vigilanza a fine ottobre quando scadono i due mesi di gestione provvisoria.

“Non appaiono, al momento, verificati i presupposti necessari perché la Banca possa ricorrere, in condizioni di ordinaria gestione e in tempi brevissimi, al mercato nel territorio per l’adeguamento dei mezzi propri e per consentirne la messa in sicurezza”, scrive Masera in una lettera di cui Reuters ha preso visione.

L’ex direttore della Banca d’Italia osserva inoltre che “le premesse che lo avevano condotto ad accettare la sfida connessa alla nomina non si sono verificate” e auspica che “questa decisione possa favorire il fecondo lavoro dei Commissari e sollecitare la necessaria patrimonializzazione della Banca, per rilanciarla nel territorio di elezione e di radicamento”.

Masera dice che “la messa in sicurezza della banca richiede un aumento di capitale di 500 milioni; da realizzare in tempi molto stretti” anche in vista dell’entrata in vigore nel prossimo anno della normativa Eu Crr/Crdiv e dei canoni stringenti di valutazione dei crediti (Aqr) connessi al passaggio alla Vigilanza Unica in Europa.

A inizio settembre Moody’s ha declassato la banca dicendo che “quasi certamente” avrà bisogno di un aiuto esterno.

Banca Marche è controllata da tre principali Fondazioni azioniste: Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Cassa di Risparmio di Pesaro e Cassa di Risparmio di Jesi. Il gruppo Intesa Sanpaolo ha il 5,84% e la Fondazione Carifano il 3,35%. Il 32,2% del capitale è distribuito tra circa 40.000 piccoli azionisti.

“Le Fondazioni non sembrano avere l’intendimento/le disponibilità/le autorizzazioni necessari per accompagnare in modo significativo il rafforzamento patrimoniale”, osserva Masera.

Finora, poi, “non si sono registrate prese di posizione impegnative del mondo imprenditoriale nei confronti della Banca per poter assicurare “la creazione del nocciolo duro necessario per porla in sicurezza”.

(Giselda Vagnoni)

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