10 ottobre 2013 / 15:43 / tra 4 anni

Alitalia, governo vicino ad accordo su ingresso Poste, garanzie debiti

Velivolo Alitalia supera uno Air France all'aeroporto Charles de Gaulles vicino Parigi, 8 gennaio 2013. REUTERS/Charles Platiau

di Valentina Consiglio

ROMA (Reuters) - Palazzo Chigi sta mettendo a punto un intervento a favore di Alitalia [CAITLA.UL] attraverso un coinvolgimento diretto per 75 milioni di euro di Poste Italiane [PSTIT.UL] in un aumento di capitale attorno a 225 milioni e una garanzia dello Stato per altri 75 milioni sui debiti.

Lo riferiscono due fonti vicine alla situazione, mentre il consiglio di amministrazione della compagnia in crisi di liquidità è stato aggiornato ancora una volta a domani in attesa di un accordo tra governo, banche e azionisti.

Una terza fonte non esclude che l‘aumento sia leggermente più consistente a 250 milioni di euro e includa i 55 milioni di prestito inoptato.

Non è stato possibile, per il momento, raggiungere Alitalia per un commento. Mentre Poste italiane non ha voluto commentare.

Il piano, che Palazzo Chigi vorrebbe chiudere entro stasera in modo che venga presentato al cda Alitalia di domani, prevede anche che i soci privati partecipino all‘aumento per ulteriori 150 milioni circa.

“Siamo alla stretta finale, non è escluso che si chiuda stasera”, ha detto una delle fonti.

In base al progetto, le banche dovrebbero elargire prestiti per 200 milioni.

“Il tutto è condizionato a una forte discontinuità aziendale”, ha specificato una delle fonti.

Alitalia è partecipata al 25% da Air France-Klm.

“E’ una soluzione ponte per garantire la sopravvivenza finanziaria della compagnia. Air France-Klm resta il partner strategico”, ha sottolineato una delle fonti.

Alitalia ed Air France-Klm stanno negoziando da tempo le forme di un‘eventuale ascesa dei franco-olandesi nel capitale del gruppo italiano. Il governo è in cerca da mesi di un soggetto pubblico in grado di sostenere finanziariamente la compagnia, che occupa 14.000 persone, in vista del matrimonio con i francesi.

RISCHIO FALLIMENTO

Il rischio di fallimento si è fatto, però, sempre più concreto nei giorni scorsi, con i fornitori in subbuglio per i mancati pagamenti. L‘amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, in particolare, ha minacciato la compagnia di non fornire più carburante a partire da sabato, dichiarazioni che oggi il vicedirettore di Alitalia ha definito “esagerate”.

“Senza una soluzione per l‘aumento di capitale nel giro di un paio di settimane, Alitalia rischia di portare i libri in tribunale”, aveva detto due giorni fa una fonte governativa a Reuters.

Viste le tensioni sul fronte della liquidità, l‘Ente nazionale per l‘aviazione civile (Enac) ha intanto avviato una analisi sui requisiti economico-finanziari della compagnia di bandiera ai fini del regolamento comunitario sulle licenze aeree.

Alitalia necessita di capitali freschi dopo aver accumulato perdite per più di 1,1 miliardi e debiti per circa un miliardo da quando nel 2009 è stata rilevata da un gruppo di imprenditori italiani e da Air France-Klm.

Il 26 settembre scorso la compagnia italiana ha detto di avere liquidità per 128 milioni. Secondo Andrea Giuricin, un analista dei Trasporti all‘Università Bicocca di Milano, Alitalia brucia almeno 10 milioni di euro al giorno e deve far fronte ad almeno 3,7 miliardi di costi operativi l‘anno.

Palazzo Chigi si è rivolto, nei giorni scorsi, anche alle Ferrovie dello Stato ma il piano dell‘amministratore delegato Mauro Moretti non deve aver convinto.

“L‘ipotesi di Fs come partner finanziario è sfumata, ma le Ferrovie potrebbero rientrare in gioco in un secondo momento, come partner industriale”, racconta una delle fonti.

Da più parti si era anche chiesto l‘intervento di Cassa depositi e prestiti e delle sue controllate, tra cui Fsi, Sace e Fintecna che però per statuto non possono assumere partecipazioni in aziende in squilibrio finanziario.

All‘aumento di capitale sembrano avere finora dato il proprio assenso Air France-Klm, Atlantia, Immsi e Intesa Sanpaolo, mentre dovrebbero sfilarsi i Riva e gli altri soci con problemi legali.

- hanno contribuito Alberto Sisto da Roma e Paola Arosio da Milano Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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