8 ottobre 2013 / 13:04 / tra 4 anni

Crisi, Fmi: rischio default Usa remoto ma sarebbe "devastante"

WASHINGTON (Reuters) - Un default del debito americano è un evento improbabile ma potrebbe avere conseguenze “devastanti” sull‘economia mondiale.

Un'impiegata al lavoro in una fabbrica tessile. REUTERS/Paolo Bona

E’ l‘avvertimento del Fondo monetario internazionale, che ha tagliato le stime di crescita mondiale per l‘anno in corso al 2,9% dal 3,1% di luglio, e per il 2014, al 3,6% dal 3,8% di tre mesi fa.

“Gli effetti di qualsiasi impossibilità di rimborsare il debito si avvertirebbero molto lontano, portando a potenziali disfunzioni dei mercati finanziari”, ha detto il capo economista Fmi Olivier Blanchard nel corso della conferenza stampa di presentazione dei primi due capitoli del ‘World Economic Outlook’.

“Lo riteniamo un rischio remoto, un rischio a bassa probabilità, ma se dovesse materializzarsi ci sarebbero conseguenze gravi”, ha aggiunto Blanchard, spiegando che la serrata degli uffici federali statunitensi avrà conseguenze limitate se non sarà prolungata, ma in caso contrario potrebbe intaccare la ripresa della prima economia mondiale.

STIME MIGLIORI PER ZONA EURO, PEGGIORI PER USA

La nuova previsione relativa all‘economia della zona euro è per una contrazione dello 0,4% nel 2013, contro il -0,6% indicato a luglio dal Fmi, nell‘aggiornamento della precedente edizione del World Economic Outlook. Per quel che riguarda il 2014 la previsioni indicano ora un‘espansione dell‘1% contro lo 0,9% di luglio.

In peggioramento invece le stime sugli Usa: il Fmi prevede ora una crescita dell‘1,6% nel 2013, contro il +1,7% stimato in luglio, e del 2,6% nel 2014, dal precedente 2,7%. Lo stesso per quel che riguarda l‘economia globale, con un +2,9% per quest‘anno, dal precedente 3,1%, e un +3,6% per il prossimo, da 3,8%.

Invariate invece le stime sull‘Italia, rispetto a quanto previsto nelle conclusioni del rapporto ‘Article IV’ sul paese, pubblicate a fine settembre. Secondo il Fondo l‘economia italiana vedrà la recessione prolungarsi anche quest‘anno, con una contrazione dell‘1,8%, per tornare a crescere nel 2014, di uno 0,7%.

“La ripresa della crisi economica continua ma troppo lentamente”, ha commentato Blanchard. “Le economie avanzate non sono ancora fuori dal guado, il debito pubblico e privato restano elevato, la sostenibilità dei conti pubblici non è garantita”, ha avvertito il capo economista del Fondo.

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