7 ottobre 2013 / 06:42 / tra 4 anni

Euro a minimi seduta su dlr, realizzi dopo massimi ieri

NEW YORK (Reuters) - L‘euro perde parte dello smalto della mattinata, scendendo sotto quota 1,36 nei confronti del dollaro, pur confermandosi complessivamente ben intonato, non lontano dai massimi dallo scorso febbraio.

Nel primo pomeriggio l‘euro/dollaro tocca il minimo intraday di 1,3583, in scia a qualche presa di beneficio sulla valuta unica in vista del fine settimana, dopo il rialzo dei giorni scorsi.

Ieri l‘euro si è spinto verso l‘alto fino a 1,3646, livello che non si vedeva dall‘inizio di febbraio, quando il cambio raggiunse il massimo dell‘anno a 1,3711. La valuta unica ha trovato sostegno nei recenti, e positivi, dati economici arrivati dalla zona euro: ultimi in ordine di tempo i Pmi servizi di ieri mattina, tra cui quello italiano che in settembre è tornato inaspettatamente a segnalare una crescita del settore.

Al contrario il dollaro si avvia a concludere una settimana difficile, la quarta consecutiva di deprezzamento rispetto al paniere delle principali divise internazionali.

A pesare sono i timori legati all‘interruzione per esaurimento di fondi dell‘attività del governo federale Usa. Secondo gli osservatori il blocco potrebbe a questo punto protrarsi almeno per un‘altra settimana, alla luce dell‘incapacità dimostrata finora dal Congresso di trovare una mediazione per l‘innalzamento del tetto di debito del paese.

Al possibile impatto negativo dello ‘shutdown’ sull‘attività economica statunitense si aggiunge la paura che una prosecuzione dell‘impasse possa addirittura avvicinare il paese ad uno storco quanto clamoroso default. Ieri l‘amministrazione Obama ha infatti avvertito che sarebbe impossibile dare priorità al ripagamento del debito, rispetto agli altri impegni del governo, in caso di mancato aumento dei fondi per la spesa pubblica [ID:nL6N0HT2WK].

“Nessuno vuole toccare il dollaro mentre persistono le incertezza sulla chiusura dell‘attività del governo federale Usa. Inoltre abbiamo avuto numeri deludenti dal settore servizi che hanno appesantito ulteriormente il sentiment sul dollaro” spiega lo strategist di Nordea Niels Christensen.

L‘indice Ism non manifatturiero americano, pubblicato ieri, ha mostrato un raffreddamento della crescita del settore nel mese di settembre [ID:nEAPA30DM3]. La chiusura degli uffici federali ha invece causato lo slittamento a data ancora da definire della pubblicazione dei dati di settembre sul mercato del lavoro Usa, inizialmente in agenda per oggi.

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