3 ottobre 2013 / 07:15 / tra 4 anni

Btp poco mossi, oggi pausa dopo tempesta politica, spread ancora giù

MILANO (Reuters) - Poco mossi in chiusura i Btp dopo due sedute di netto recupero, culminate ieri con la larga fiducia incassata dal governo Letta in parlamento dopo la quasi crisi aperta dal Pdl nell‘ultimo fine settimana.

Un trader di Unicredit al lavoro a Milano, nel giugno scorso. REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo spread tra Btp e Bund decennali si è mantenuto per tutta la giornata sotto quota 260 punti base, di fatto sui livelli di metà della scorsa settimana, prima che emergessero le avvisaglie dell‘imminente crisi di governo.

“Le aste spagnole di stamattina hanno pesato un po’ sulla periferia, ma niente di che dopo il rally degli ultimi giorni, mentre i buoni dati europei hanno appesantito la carta ‘core’” afferma un trader da Milano. “Ma complessivamente la seduta è stata molto tranquilla”.

La giornata festiva in Germania, per la ricorrenza della riunificazione, ha contribuito a tenere basso il livello dell‘attività, con un mercato sostanzialmente stabile nel corso della seduta dopo la volatilità dei giorni scorsi.

Stamane Madrid ha collocato circa 3,5 miliardi di euro di titoli di Stato a medio lungo termine, con rendimenti in calo, mentre i Pmi servizi europei di settembre, compreso quello italiano, confermano un trend di ripresa dell‘economia continentale, per quanto ancora lento.

Complice la debolezza della carta tedesca il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali riesce ugualmente a stringere rispetto ai 262 punti base della chiusura di ieri, attestandosi oggi a fine seduta a quota 256 (con un minimo in mattinata a 254).

Vale comunque la pena ricordare che la settimana scorsa lo spread Italia-Germania veniva calcolato ancora sul ‘vecchio’ benchmark italiano marzo 2023, che in questa fase tratta stabilmente ad un rendimento di circa 14 punti base inferiore a quello del ‘nuovo’ decennale marzo 2024. Stamane ha avuto luogo anche il ‘roll’ del benchmark tedesco, passato al nuovo agosto 2023 dal precedente maggio 2023 con un innalzamento del rendimento del benchmark di 4 punti base.

“La curva oggi è rimasta sostanzialmente invariata dopo il movimento di irripidimento dei giorni scorsi” prosegue il trader.

Il biennale italiano, risalito lunedì sopra quota 2%, termina la seduta di oggi poco sopra il minimo intraday dell‘1,77%.

RISCHIO RIALZO TASSI USA

Il probabile rinvio della pubblicazione del dato sul mercato del lavoro Usa per via della chiusura degli uffici federali Usa, previsto per domani, toglie un ulteriore elemento di attesa a breve per il mercato.

Oggi l‘amministrazione Obama ha avvertito che sarebbe impossibile dare priorità al ripagamento del debito rispetto agli altri impegni del governo in caso di mancato innalzamento del tetto della spesa pubblica.

“Non dobbiamo sottovalutare questa questione dello ‘shut down’ degli Usa: se non viene risolta in fretta, temo delle ripercussioni forti. E magari qualche storico investitore lungo sugli Usa, tipo cinesi e arabi, potrebbe anche alleggerire le posizioni, magari spostandosi sull‘Europa” afferma un secondo trader, sempre da Milano.

“Da una parte sarebbe positivo per il debito europeo, ma dall‘altra se dovessimo avere una forte risalita dei tassi sui Treasuries non credo che i Bund se ne starebbero fermi, cosa che andrebbe anche a scombinare i piani di Draghi” prosegue l‘operatore.

Sul fronte italiano, invece, al centro dell‘agenda politica torna la legge di Stabilità, che dovrà essere presentata entro il 15 del mese. Secondo fonti governative potrebbe contenere interventi di stimolo all‘economia per 10 miliardi di euro nel 2014; mentre la settimana prossima il governo dovrebbe chiudere tutti gli impegni ancora aperti sul 2013, compreso quello di ricondurre il rapporto deficit/Pil al 3%.

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