3 ottobre 2013 / 06:40 / tra 4 anni

Telecom Italia, occhi su Bernabè, temi aperti Brasile e rete fissa

MILANO (Reuters) - Telecom Italia, con o senza Franco Bernabè, sembra destinata a procedere quanto prima a una riorganizzazione in Sudamerica e a muovere sul possibile scorporo della rete, chiesto dal governo.

Due operazioni che non necessariamente eviteranno un immediato downgrade sul debito, peraltro già scontato nei prezzi dei bond, ma che dovrebbero dare al gruppo la flessibilità finanziaria necessaria per nuovi investimenti e per un successivo miglioramento del merito di credito.

Al cda di domani sono attese le dimissioni di Bernabè e l‘inizio di un nuovo indirizzo strategico, che sarà formalizzato dai prossimi cda.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta, subito dopo l‘accordo tra Telefonica e i soci italiani, ha detto che il Paese non deve perdere il controllo della rete telefonica considerata strategica.

Fin dalle prime comunicazioni ufficiali, era chiaro che il gruppo spagnolo di fatto non rafforzava la presa su Telco, ma acquistava un‘opzione che la poteva portare al controllo di Telecom Italia.

Telco detiene il 22,4% di Telecom Italia, e in termini di diritti di voto, è partecipata da Telefonica al 46,18%, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l‘11,62% ciascuna e Generali con il 30,58%.

Di sicuro il governo vuole intervenire sul tema rete e guarda a Telecom Italia, come una possibile attore nell‘ambito del consolidamento del settore a livello europeo.

Telecom in Sudamerica controlla Tim Participacoes e Telecom Argentina.

MINUCCI PRESIDENTE PRO TEMPORE, SI GUARDA A SARMI

La decisione di Bernabè di dimettersi è legata alle difficoltà a portare avanti un aumento di capitale destinato al mercato. I soci italiani, non hanno nascosto a più riprese la loro contrarietà e anche in consiglio non sarebbe stato facile trovare una maggioranza.

L‘AD Marco Patuano sarà il capo azienda, Massimo Sarmi presidente, dice una fonte a conoscenza della situazione.

Una seconda fonte conferma, aggiungendo che la decisione su Sarmi, attuale presidente delle Poste “attualmente sembra essere al vaglio di ambienti politici”.

In seguito all‘uscita di Bernabè, in mancanza di un sostituto, la funzione di presidente viene ricoperta dal vice Aldo Minucci, in caso di sua indisponibilità dal consigliere anziano Jean Paul Fitoussi.

(Stefano Rebaudo)

(ha collaborato Danilo Masoni)

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