September 29, 2013 / 4:54 PM / in 5 years

Giovannini: risolvere crisi presto o Italia sotto lente internazionale

ROMA (Reuters) - Gli organi internazionali potrebbero rinnovare l’attenzione sull’Italia qualora la crisi del governo non trovasse una rapida composizione e cominciasse a pesare sugli equilibri della zona euro, secondo il ministro del Lavoro Enrico Giovannini.

Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini. REUTERS/Remo Casilli (ITALY - Tags: POLITICS BUSINESS) - RTXZ3ML

In un’intervista a Reuters il giorno dopo le dimissioni dei ministri del Pdl dall’esecutivo di Enrico Letta, l’ex presidente dell’Istat e capo statistico dell’Ocse prevede che da domani sui mercati possa esserci “un po’ di instabilità”.

Ma esclude che l’Italia possa essere sottoposta alla vigilanza della troika di Comunità europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale.

“Questo scenario non è nei dati del Documento di economia e finanza (Def)”, dice Giovannini.

“E’ chiaro, però”, aggiunge, “che se l’instabilità proseguisse e avesse effetti sull’area dell’euro, allora le autorità internazionali potrebbero esercitare una pressione molto più forte sulle autorità nazionali. E’ per questo che questa crisi è l’ultima cosa di cui avevamo bisogno”.

Le ultime stime economiche del governo approvate il 20 settembre prevedono che il deficit italiano superi la soglia del 3% del Pil quest’anno a 3,1%.

Per le divisioni all’interno della maggioranza, venerdì scorso il governo non è riuscito ad approvare un decreto inteso a riportare il disavanzo sotto il 3% e a non fare aumentare l’Iva al 22 dal 21% dal primo ottobre.

“Il governo, qualunque esso sia, metterà in atto le azioni per cui l’Italia si è impegnata [sul fronte dei conti pubblici]. Non c’è nessun rischio di sfondamento del 3% nei prossimi anni”, assicura il ministro.

E osserva che “a politiche invariate il Def prevede nel 2014 un deficit/Pil del 2,3% che sale al 2,5% con i pagamenti dei debiti delle amministrazioni pubbliche, ben lontano dalla soglia del 3%”.

Se la crisi politica non consentisse di agire per bloccare l’aumento dell’imposta sui consumi, questo incremento non metterebbe a rischio l’uscita dalla recessione nell’ultimo trimestre dell’anno quanto il ritmo di crescita atteso per il prossimo anno.

“Può darsi che la traslazione dell’Iva sui prezzi sarà contenuta come avvenne nell’ottobre 2011”, spiega Giovannini.

Però, “nel caso in cui le imprese, in presenza di una domanda ancora fiacca, decidessero di assorbire l’impatto Iva sui prezzi, lo farebbero riducendo i loro margini e quindi ci sarebbero meno disponibilità per nuovi investimenti e il rilancio dell’occupazione nei prossimi mesi. Questo potrebbe determinare un ritmo di crescita più basso dell’1% stimato nel Def per il 2014”.

Alessandra Galloni, Giselda Vagnoni Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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