27 settembre 2013 / 16:11 / 4 anni fa

Italia, Fmi: sistema finanziario ancora vulnerabile, anche per Mps

MILANO (Reuters) - Il sistema finanziario italiano si è stabilizzato, ma è ancora vulnerabile anche a causa dell‘incerto futuro del piano di salvataggio di Mps.

L'ingresso del Monte dei Paschi a Siena. REUTERS/Stefano Rellandini

Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale nel ‘Financial System Stability Assessment’.

Secondo l‘istituzione di Washington, “una efficace realizzazione dell‘ambizioso piano di ristrutturazione di Mps é un elemento critico non solo per la stessa banca ma anche per il sistema finanziario nel suo insieme”. Un monito ancora più ampio e dai toni più drammatici rispetto a quello lanciato al termine della visita in Italia, la scorsa estate, degli ispettori Fmi [ID:nL5N0FA31I].

D‘altra parte, per gli ispettori Fmi, “le potenziali conseguenze dirette di uno shock isolato nelle banche italiane sono limitate, mentre le condizioni macroeconomiche in Italia sono più importanti nella trasmissione degli shock dall‘Italia agli altri Paesi”.

CON STRESS TEST AVVERSO BANCHE SOTTO BASILEA 3 PER 6 MLD

Nel caso di stress test con scenario avverso le banche italiane sotto il common equity tier 1 (CET1) previsto da Basilea 3 sarebbero 13 per una creanza di capitale complessiva pari a 6 miliardi di euro, pari allo 0,4% del Pil.

Considerando il limite del Tier1 le banche salgono a 20 e il numero di miliardi a 14 (lo 0,9% del Pil).

Guardando al sistema bancario italiano nel suo complesso, anche in caso di scenario avverso, rimarrebbe sopra il limite CET1 nonostante una riduzione di capitale pari a 51 miliardi.

Peserebbero soprattutto le perdite sui crediti, con un contributo anche da perdite su titoli di Stato ed altri mercati e dalla bassa profittabilità.

BANCHE ITALIA SOFFRONO PER UTILI E QUALITA’ CREDITO BASSI

Il Fondo, più in generale, per il sistema finanziario individua nella bassa profittabilità e nel deterioramento della qualità dei crediti gli elementi di vulnerabilità.

Mentre punti di forza sono visti nel monitoraggio del rischio e nella sorveglianza del settore da parte di Bankitalia.

Da parte del Fondo vi è anche un riconoscimento del rafforzamento patrimoniale negli ultimi anni, ma nello stesso tempo vi è la sottolineatura del peso negativo della debole economia e dell‘ampia esposizione al settore corporate italiano che si caratterizza per l‘alto leverage. “Il rapporto tra non performing loan e il totale dei prestiti si è quasi triplicato dal 2007 salendo al 13,4%”.

E alle banche il Fmi suggerisce di accelerare la vendita dei non performing loan per fare pulizia nei bilanci.

Mentre “il grando possesso di titoli di Stato lascia le banche esposte a perdite e a più alti costi di finanziamento nel caso di nuovi rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato” fa notare il rapporto Fmi sulla stabilità finanziaria dell‘Italia.

All‘interno dell‘universo creditizio la critica Fmi è forte, in tema di governance, nei confronti delle popolari e delle banche in cui le fondazioni hanno una significativa influenza. Per le fondazioni bancarie, in particolare, viene chiesto che siano soggette a requisiti minimi di trasparenza e di governance e che, rispetto all‘attuale concentrazione nel settore creditizio, diversifichino maggiormente gli asset. Le popolari, da parte loro, dovrebbero trasormarsi in spa, “specialmente quelle con una presenza internazionale”.

A BANCHE SERVONO PIU’ ACCANTONAMENTI E PIU’ CAPITALE

Il Fondo riconosce il lavoro di Bankitalia per spingere le banche a più accantonamenti, al rafforzamento del capitale a piani per il funding quando necessario. “Questo deve continuare in preparazione della prossima asset quality review e dei prossimi stress test da parte della Bce”.

E più in generale definisce il processo di supervisione di Via Nazionale “forte con un approccio ben definito ed integrato”.

In linea con quanto richiesto dal governatore Ignazio Visco, il Fondo lamenta “la mancanza di poteri per sospendere e rimuovere amministratori e senior manager che continua a influenzare negativamente la possibilità per la Banca d‘Italia di un‘azione di correzione tempestiva”.

In tema di assicurazioni, infine, il Fondo sottolinea elementi di debolezza simili a quelli rilevati per le banche - sistema economico debole e forte possesso di titoli di Stato - e il pericolo che il passaggio da Isvap a Ivass porti con sè una mancanza di supervisione nel periodo di transizione.

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